<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Labrancoteque Archivi - Il Nemico</title>
	<atom:link href="https://ilnemico.it/tag/labrancoteque/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilnemico.it/tag/labrancoteque/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Apr 2025 10:32:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Il Trash secondo Tommaso Labranca</title>
		<link>https://ilnemico.it/il-trash-secondo-tommaso-labranca/</link>
					<comments>https://ilnemico.it/il-trash-secondo-tommaso-labranca/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il nemico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cattivi Maestri]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Intellighenzia]]></category>
		<category><![CDATA[Trash]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Warhol]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Warhol era un coatto]]></category>
		<category><![CDATA[emulazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovane salmone del trash]]></category>
		<category><![CDATA[Labranca]]></category>
		<category><![CDATA[Labrancoteque]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Labranca]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilnemico.it/?p=2101</guid>

					<description><![CDATA[<p>Estratti del libro "Andy Warhol era un coatto" (GOG 2025), di Tommaso Labranca, il libro che nasce, cresce e muore dentro il trash.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilnemico.it/il-trash-secondo-tommaso-labranca/">Il Trash secondo Tommaso Labranca</a> proviene da <a href="https://ilnemico.it">Il Nemico</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Capitolo Zero</strong><br><br>Quando i casi della vita mi pongono di fronte a una cartuccia stereo 8 di Fausto Papetti, mi guardo intorno cercando negli altri uno sguardo di complicità. Ma il mio entusiasmo per l’impor­tante rinvenimento di un reperto trash è puntualmente raffredda­to poiché trovo sempre <strong>il nulla, la meraviglia, l’ignoranza e l’ine­sattezza.</strong> Spesso trovo anche una domanda: «Che cos’è il trash?».</p>



<p>Ogni volta che mi pongono questa domanda sono preso dal panico. Per me, che recepisco gli eventi trash non attra­verso la mediazione culturale ma lungo i canali di una miste­riosa telepatia, non è stato facile arrivare a dare una forma il più possibile razionale a questo universo in cui la materia più diffusa è l’irrazionalità. Temevo soprattutto che, descrivendo il trash, sarei dovuto ricorrere proprio a quelle mediazioni che, alla fine, l’avrebbero ucciso.</p>



<p>Di solito gli osservatori credono di raggiungere precisione e imparzialità ponendosi in orbita geostatica sull’oggetto del loro studio, avvertendo nel frattempo della loro totale non-appartenenza all’ambiente che analizzano. Io invece non mi trovo <em>sopra</em>, ma <em>dentro </em>al trash. Lo osservo e lo difendo attiva­mente dagli attacchi dei suoi molti nemici.<br></p>



<div type="product" ids="2087" class="wp-block-banner-post"></div>



<p><br><strong>Come nasce un Giovane Salmone</strong></p>



<p>Secondo il credo dei mediocri che governano la nostra estet­ica tutte le cose che ci circondano non possono che ricadere necessariamente in uno dei due settori contrapposti:<strong> o brutto o bello, o alto o basso, o culturale o sottoculturale, o/o</strong>. All’origine di questo desiderio di ripartizione non c’è alcuna colpa: è natu­rale scegliere e catalogare le cose secondo la propria sensibilità. <strong>Il torto nasce quando la sensibilità personale viene sostituita dall’imposizione del <em>pregiudizio estetico</em></strong>.<br></p>



<p>Chi accetta e pratica questo comportamento manicheista rinuncia a giudicare un evento in base alla rispondenza con il proprio gusto e si dedica totalmente al pregiudicarlo in base alla sua consonanza con un canone imposto.<strong> Nel 99% dei casi quel canone è chiamato «valore culturale»</strong>. Insomma, chi accet­ta il pregiudizio delega a terzi la formazione del proprio gusto.</p>



<p>Il pregiudizio estetico possiede una forza che a volte può far perdere le speranze a chi voglia combatterlo: di fronte a una persona che lo applica, la ragione non riuscirà mai a spun­tarla. Se uno di questi personaggi è determinato a non voler vedere un certo film solo perché Maurizio Porro ne ha parlato male sul <em>Corriere della Sera</em>, nulla riuscirà mai a fargli cambiare idea. <strong>Il pregiudizio estetico è come un torrente impetuoso, inarrestabile, che con la sua forza cerca di convogliare a valle il consenso di ogni essere pensante.</strong></p>



<p>Ed ecco che sulle rive di quel fiume avviene la nostra tras­formazione. Siamo ritti sulla sponda e osserviamo il flusso dell’acqua. Possiamo restare lì e continuare a chiamarci osser­vatori, ascetici e al di fuori di ogni corrente. Possiamo gettarci in quel turbinio e farci comodamente trasportare nell’esaltazi­one del consenso collettivo. <strong>O infine, ed è ciò che vi invito a fare, possiamo sì gettarci in acqua ma, trasformati in <em>Giovani Salmoni del Trash</em>, dobbiamo essere pronti a risalire questo fiume ribollente di boria e ignoranza, dobbiamo raggiungerne le fonti e renderle aride.</strong></p>



<div type="product" ids="113" class="wp-block-banner-post"></div>



<p><br><br><strong>Come agisce un Giovane Salmone</strong></p>



<p>I Giovani Salmoni, nonostante il loro ruolo di osservatori cons­ci e difensori del trash, <strong>sono perfettamente uguali ai trashisti</strong>, ossia a quei milioni di persone che applicano, cercano, usano e sfruttano il trash senza però rendersene assolutamente conto.</p>



<p><strong>Ai Giovani Salmoni piacciono le cose brutte, basse e sottocul­turali che brutte, basse e sottoculturali però non sono realmente, ma tali vengono ritenute dai misoneisti,</strong> soprattutto da quelli che vedono costantemente intaccato il proprio ruolo dominante.</p>



<p>Per esempio, ai Giovani Salmoni piace guardare la televisione, non solo per fare un dispetto alla scrittrice Susanna Tamaro e ai suoi lugubri conniventi, ma proprio perché a loro piace.</p>



<p>Ai Giovani Salmoni del Trash piace il King Bacon di Burghy: affrontare la cedevolezza del pane intriso di salsa, attraversare le foglie di insalata, il bacon che scrocchia e finalmente, a metà della polpetta di carne, far incontrare l’arcata dentaria superi­ore con quella inferiore e in quel momento pensare a Gualtiero Marchesi e a tutti i detrattori del fast food.</p>



<p>Ai Giovani Salmoni del Trash piace guardare gli edifici IACP dalle cimase vagamente <em>postmodern </em>stagliate contro l’azzurro del cielo, meglio se con gli occhiali da sole che fanno da polarizza­tori, e fissando le loro forme e i loro colori inusuali richiamare alla memoria i testi degli architetti aggrappati al razionalismo più di quanto facciano certe signore con i loro fustini di detersivo.</p>



<p>Insomma, <strong>ai Giovani Salmoni piace fare tante cose che le menti eccelse dell’estetica <em>established</em>, se conoscessero il vero senso dell’espressione, definirebbero trash</strong>. Ma a loro piacciono senza condizioni né limiti e, quello che più conta, <strong>piacciono spontaneamente.</strong> Non è mai affettazione di un gusto degenerato. Se un Giovane Salmone dice che gli piace ascoltare <em>technorave</em>, la <em>drum </em>che pompa, le urla campionate, i giri tanto banali da cadere nel campo gravitazionale del pianeta Pace—Panzeri—Pilat, lo dice perché è vero che gli piace.<br></p>



<div type="newsletter" class="wp-block-banner-post"></div>



<p><strong>I cinque pilastri del Trash</strong></p>



<p>Dunque, proprio come fa un trashista, anche il Giovane Salmone si esprime liberamente nelle proprie scelte estet­iche. Questa <em>libertà di espressione </em>del proprio gusto è uno dei cinque pilastri del trash ed è un <strong>atteggiamento</strong> <strong>condiviso da milioni di persone anti-intellettuali.</strong></p>



<p>Si potrà osservare che questa è una libertà condiziona­ta, poiché, dicono, le masse sono controllate, il loro gusto è gestito dall’alto e i loro rappresentanti non posseggono alcu­na facoltà di discernimento. Ma questo non è quasi mai vero. Anzi, è vero il contrario. <strong>Sono gli intellettuali a essere rigor­osamente controllati e gestiti da se stessi e dall’immagine che si sono autocostruiti. Sono gli intellettuali, vero popolo bue, a non avere alcuna facoltà di discernimento, ad accettare tutto ciò che viene porto loro con lo sviante timbro di “evento culturale” e a rifiutare platealmente il resto.</strong></p>



<p>Troppo spesso si dimentica che la massa è fatta di singo­li. Certo, qualcuno tenta di guidare il gusto, ci riesce benis­simo e molti cadono in questa trappola, ma alla fine nessu­no segue esclusivamente la strada indicata. Fate un giro per i mercati rionali, stazionale davanti alle discoteche periferiche o alle scuole pubbliche, prendete l’autobus invece del taxi e vedrete come i diversi gusti imposti vengono mescolati, alterati, personalizzati fino a essere resi irriconoscibili. <strong><em>La contaminazi­one </em>è un altro pilastro del trash</strong>.</p>



<p>E se nella maggior parte dei casi le commistioni sono eseguite in maniera sconcertante o in base a giustificazioni sommarie è perché si risponde, inconsciamente, <strong>ai dettami di due ulteriori pilastri: l’<em>incongruità </em>e il <em>massimalismo</em></strong>, ossia il rifarsi a un modello senza preoccuparsi di imitarlo perfettamente.</p>



<p>Un’analisi più attenta del semplice giudizio sbrigativo e quasi infastidito espresso dagli intellettuali sulle tendenze di massa dimostrerebbe come quella libertà più che condizionata è guida­ta. Dietro quella libertà si nasconde un’azione che costituisce la vera molla principale di tutto il comportamento trash:<strong> il copi­are qualcuno</strong>. Se il fine di questi costanti tentativi di emulazi­one fosse il semplice emulare per la necessità di emulare, se il risultato di questo inarrestabile imitare fosse un esercito di cloni perfetti come i replicanti di Grace Jones nel video di <em>Demolition Man</em>, allora ci dovremmo prostrare al suolo davanti a chi tuona che siamo un branco di pecoroni. Invece questo non avviene: <strong>si imita non per il gusto sterile di imitare e confondersi con mille altri, ma per poter spiccare all’interno del proprio gruppo.</strong> Inol­tre il risultato di questa emulazione non è mai simile al modello. Si tratta dunque di una <em><strong>emulazione fallita</strong></em>.</p>



<p>Nel noto programma di vendite a domicilio <em>Domenica con Semeraro</em>, trasmesso da varie Tv locali un po’ in tutta Italia, il presentatore Walter Carbone cerca di emulare Pippo Baudo, ma non potendo invitare Madonna e dovendo ripiegare su Mario Tessuto, il suo risultato è trash.</p>



<div type="post" ids="1484" class="wp-block-banner-post"></div>



<p>Nei suoi libri e film Alberto Bevilacqua cerca di emulare certi artisti aulici, ma innestando l’estetismo decadente sulla crapulaggine parmense, il suo risultato è trash.</p>



<p>Durante il TG4 Emilio Fede cerca di imitare la CNN, ma circondato da collaboratori surgelati come il tristemente celebre Paolo Brosio dal Palazzo di Giustizia di Milano, il suo risultato è trash.</p>



<p>Quest’ultimo pilastro, l’emulazione fallita, è dunque impor­tantissimo e basta da solo a soddisfare ogni tentativo di spie­gazione poiché, enunciandolo, è già venuta a galla la formula matematica del trash:</p>



<p><em>INTENZIONE — RISULTATO RAGGIUNTO = TRASH</em></p>



<p>Per chi ama la precisazione ecco l’emulazione fallita tras­formata in una formula matematica ancor più formalizzata, ma di facile applicazione:</p>



<p><em><strong>kS – R = T</strong></em></p>



<p>dove:</p>



<p><strong><em>k </em>Una costante (intenzione, povertà di mezzi, incapacità, contaminazione, incongruità, massimalismo, ritardo ecc.) che altera lo scopo</strong></p>



<p><strong><em>S </em>Scopo, cioè l’emulazione di un modello</strong></p>



<p><strong><em>R </em>Risultato, ciò che si ottiene</strong></p>



<p><strong><em>T </em>Trash!</strong></p>



<p>Di fronte a un evento estetico si provi ad applicare questa formula. <strong>Se T è diverso da 0, si è di fronte al trash.</strong> Semplice, tanto che non pare necessaria nessuna spiegazione ulteri­ore. E invece non è così, per colpa di quella <em>k</em>. Se non ci fosse quella costante d’alterazione tutte le emulazioni sarebbero riuscite e noi ci troveremmo a vivere (meschini!) in un mondo senza trash, davvero noioso e per nulla interessante. Invece la <em>k </em>c’è, assume forme infinite e la sua individuazione rende appassionante lo studio dei fenomeni trash.</p>



<div type="geminga" class="wp-block-banner-post"></div>
<p>L'articolo <a href="https://ilnemico.it/il-trash-secondo-tommaso-labranca/">Il Trash secondo Tommaso Labranca</a> proviene da <a href="https://ilnemico.it">Il Nemico</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilnemico.it/il-trash-secondo-tommaso-labranca/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
