Non abbiamo fatto il benché minimo passo avanti dalla Guerra del Peloponneso: il Dialogo dei Meli è ancora la regola. Oggi come allora, nello scenario internazionale, “[…] i più forti esigono quanto più vogliono, e i più deboli acconsentono”.

Che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa: il diritto internazionale è l’araba fenice del Ventunesimo secolo. Ma, proprio come il pennuto levantino, le norme che dovrebbero regolare i rapporti tra Stati sono estremamente difficili da definire. Soprattutto in Occidente, dove siamo vittime teleologiche di una narrativa lunga quasi quattrocento anni.

Smettiamo di raccontarcela.

Si dice che la prima norma internazionale ad essersi stabilita sia il divieto di ingerenza negli affari interni, clausola principale dei trattati di pace sottoscritti in Vestfalia e che chiudevano la Guerra dei trent’anni. Lo sanno tutti. I bambini dell’asilo nido dove insegna mia moglie sanno che il primo principio di diritto internazionale è la non ingerenza affermatasi con la pace di Vestfalia del 1648; tra i più grandi c’è certamente chi gioca alla defenestrazione di Praga, e a lezione di latino la prima frase che ogni professore o professoressa insegna è “cuius regio, eius religio”.

La non ingerenza presuppone che ciascuno Stato sia libero di governare all’interno dei propri confini sul proprio territorio e sui propri cittadini come meglio crede; ne consegue che sue possibili violazioni possono essere, in una lista non esaustiva ordinata secondo gravità crescente, l’inquinamento transfrontaliero, lo spionaggio in profondità nel territorio e in prossimità del potere, l’agitazione delle altrui masse nazionali, la decapitazione del regime, il colpo di Stato tentato o riuscito, l’aggressione militare, ovvero la guerra. Un’altra lista non esaustiva, stavolta quella delle guerre nel periodo 1648-1697, dovrebbe essere sufficiente dimostrazione della considerazione in cui era tenuto il principio di non ingerenza: le Guerre anglo-olandesi (la prima delle quali scoppia nel 1652); la Guerra franco-olandese, 1672; la Guerra austro-turca, 1683; la Guerra dei Nove Anni, 1688.

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