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	<title>Fanpage Archivi - Il Nemico</title>
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		<title>Apocalypsi Tommasi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il nemico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 09:49:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Intellighenzia]]></category>
		<category><![CDATA[Fanpage]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Gramellini]]></category>
		<category><![CDATA[Saverio Tommasi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Saverio Tommasi è la nuova avventura del giornalismo italiano. Ha attraversato una giungla di teschi e scimmie urlatrici, ma niente può levargli dalla faccia il suo stupore e il suo entusiasmo. Regia di Ernesto Tedeschi. Musiche dei Doors.</p>
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<p></p>



<p>Il film comincia praticamente con una foresta incendiata e sopra gli elicotteri che volano. Sotto c’è la musica dei Doors: <em>This is the end…tun, tun, tun</em>: tutta una bella scena molto forte.</p>



<p>Saverio Tommasi sbarca dal pattugliatore StreetGang col passo ondeggiante del capitano Willard che approda nella terra del colonnello Kurtz.</p>



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<p>Lo accompagna il fido cameraman con gli occhiali di Dennis Hopper, un mazzo di Nikon al collo e la bandana rossa in testa. <strong>Saverio Tommasi è la nuova avventura del giornalismo italiano</strong>. Ha attraversato una giungla di teschi e scimmie urlatrici, ma niente può levargli dalla faccia il suo stupore e il suo entusiasmo. Sembra una valletta di Sanremo che presenta l’orchestra di Peppe Vessicchio.</p>



<p>Quando apre la porta del rifugio di Kurtz, Saverio non si accorge della tremenda ventata di tanfo che lo avvolge all’improvviso. Dietro di lui, il cameraman vestito da Dennis Hopper è già svenuto. Per questo il resoconto degli eventi qui descritti resta puramente ipotetico.</p>



<p>Il rifugio di Kurtz è un camerino foderato di peluche fradici d’umido. Al centro, una vasca trabocca di melma verdina. Dentro la vasca, al posto del colonnello Kurtz, c’è Massimo Gramellini.</p>



<p>Gramellini emerge dalla melma con due filetti bianchi che gli pencolano dalle narici.</p>



<p><strong>Gramellini fa il colonnello Kurtz del giornalismo italiano.</strong></p>



<p>–&nbsp;L’orrore… l’orrore –&nbsp;inizia a sussurrare Gramellini, col mento che gli sparisce nello sviluppo asimmetrico della mascella inferiore.</p>



<p>Tommasi accenna un gesto della mano, tende l’indice verso i filetti bianchi nelle narici e pare voglia chiedere qualcosa.</p>



<p>–&nbsp;Potete uccidermi – riattacca Gramellini – ma non avete il diritto di chiamarmi…</p>



<p>– Volevo chiedere se sono due Tampax quelli, – dice Tommasi.</p>



<p>– Tampax?</p>



<p>–&nbsp;Nelle narici.</p>



<p>– Sì sono Tampax.</p>



<p>– A che servono?</p>



<p>– A non sentire l’odore. Non si è accorto della puzza di merda?</p>



<p>– No, sono nato così. Non sento la puzza di merda. È il mio superpotere. La zia me lo diceva sempre.</p>



<p>–&nbsp;Quello è un altro film, – dice Gramellini, e ricomincia: — Non esistono parole… per descrivere… lo stretto necessario… a coloro che non sanno… cosa significhi l’orrore…l’orrore. L’orrore ha un volto e…</p>



<p>–&nbsp;Bisogna essere amici dell’orrore, –&nbsp;risponde Tommasi.</p>



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<p>Gramellini si passa una mano sul cranio ispido. Un fascio di luce alla Storaro lo illumina come un santo di Caravaggio. La postura è la stessa del miglior Brando. Dalla vasca di melma verdina sale un gorgoglio di bolle d’aria. Saviano in apnea ogni tanto batte un colpo. Sullo sfondo, un sergente sputato a Roberto Vecchioni esegue lentissime mosse di tai chi.</p>



<p>–&nbsp;Che fa? –&nbsp;chiede Tommasi.</p>



<p>–&nbsp;È Roberto Vecchioni. Sono gli esercizi per mantenersi giovane che gli passa Morandi.</p>



<p>Tommasi mantiene lo sguardo fisso sulla fluida coordinazione scheletro-muscolare di Roberto Vecchioni. Poi sbatte le palpebre, rinvenuto in tutta la pienezza della sua presenza di spirito.</p>



<p>–&nbsp;Mi hanno inviato in missione segreta, signore – dice.</p>



<p>– Cosa le hanno detto?</p>



<p>–&nbsp; Mi hanno detto che… lei era completamente impazzito e che… i suoi metodi erano malsani.</p>



<p>–&nbsp;I miei metodi sono malsani? – domanda Gramellini.</p>



<p>–&nbsp;Io non vedo alcun metodo… signore – cita a memoria Tommasi, ormai completamente realizzato nella sua dissociazione in Martin Sheen.</p>



<p>Gramellini gronda sulle gote un liquido denso come olio esausto:</p>



<p>– C’è bisogno di uomini… con un senso morale… e allo stesso tempo capaci di… utilizzare il loro… primordiale istinto di uccidere: senza sentimenti, senza passione…senza giudizio, senza giudizio… perché è il giudizio che ci indebolisce. Lei è un assassino?</p>



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<p>– Sono un soldato.</p>



<p>– Né l’uno, né l’altro, –&nbsp;chiarisce Gramellini. – Lei è un garzone di bottega, che è stato mandato dal droghiere… a incassare i sospesi.</p>



<p>«PBR StreetGang, qui Onnipotente passo… PBR StreetGang, qui Onnipotente in ascolto, passo» inizia a gracchiare un apparecchio radio dal fondo buio del nulla.</p>



<p>«Mi avrebbero fatto maggiore per questo» ripete a mente Tommasi, mentre scivola, sinuoso e viscido, verso l’acme del suo dramma edipico: «e non facevo neanche più parte del loro esercito di merda».</p>



<p>Un bagliore fulmineo squarcia l’oscurità quando la musica di <em>The End</em> comincia il suo crescendo ipnotico.</p>



<p>«Tutti volevano che lo facessi, soprattutto lui… mi sembrava che se ne stesse lassù, ad aspettare che io lo liberassi dal dolore»: silenzioso come un rettile, Tommasi si è infilato nella vasca di Gramellini.</p>



<p>La voce di Jim Morrison monta la sua furia iconoclasta:</p>



<p>«Fuck, fuck, fuck, yeah</p>



<p>Fuck, yeah, come on baby»</p>



<p>Gramellini si volta. Tommasi gli arriva incontro a petto nudo, con la faccia ricoperta della solita melma verdina. Gramellini resta immobile: il suo destino è compiuto. Tommasi gli ha appena stappato le narici. Avvolto dall’insostenibile tanfo del suo rifugio, Gramellini stramazza a terra come un grosso bufalo nero.</p>



<p>Fuori dal camerino, una folla adorante di indigeni accoglie Tommasi in trionfo. Lo sguardo rimane, come sempre, estasiato e stupefatto.</p>



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