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	<title>Luca Sofri Archivi - Il Nemico</title>
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		<title>Cose spiegate bene a gente che le capisce male</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il nemico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 10:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia dell'Apocalisse]]></category>
		<category><![CDATA[Cose spiegate bene]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Costa]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Post]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Sofri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stacco satirico su come "Il Post" ci abbia reso tutti più stupidi</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilnemico.it/cose-spiegate-bene-a-gente-che-le-capisce-male/">Cose spiegate bene a gente che le capisce male</a> proviene da <a href="https://ilnemico.it">Il Nemico</a>.</p>
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<p>Nella vita ho sempre saputo avere pazienza. Ho aspettato tredici anni prima di averne quattordici, venti prima di imparare a leggere, e sono ancora in attesa che Zac Efron legga la mail che gli ho scritto e si decida a produrre la mia sceneggiatura di <em>High School Musical 4</em>. C’è solo una cosa che non riesco ad aspettare: l’uscita del nuovo numero di <em>Cose spiegate bene</em> del Post. Finisco di leggere l’ultima uscita e passo due mesi a contorcermi, interrogarmi, assillarmi. Che cosa, mi chiedo, che cosa impareremo col prossimo libretto. <br><br></p>



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<p>Potrà sembrare un’esagerazione. E lo sarebbe, se si trattasse di cose spiegate insomma. O cose spiegate meglio che si può. Si parla forse di cose spiegate a mezzo? No way. Cose spiegate come ci viene? No no no. Cose spiegate e basta? Orrore. Qui si ragiona di cose spiegate BENE. Logico che l’attesa sia un’agonia. In ogni caso, so darmi un contegno. Certo, ho attivato le notifiche da parte di ogni membro della redazione e mi sono iscritto alle newsletter con tre diverse mail. Ma non ho mai dato a intendere questa mia agitazione. L’altro giorno, tuttavia, parlavo al telefono con Vincenzo Profeta, quando di colpo inizia a fischiare. Cinque, dieci, venti minuti. Un’ora, ininterrotta, di fischi. Qualche applauso, pure. Approfitto di un suo colpo di tosse per domandare: “che c’è”. “Niente, niente”. “Dai, che c’è”. “Nulla, una cosa mia”. “Ho capito una cosa tua, ma è mezz’ora che fischi”. “No è che sono felice, perché è uscito il nuovo numero di Cose spiegate bene”. Problema. Due fanatici isolati restano due fanatici isolati. Forse due idioti. Mettili insieme, ed è la Jihād.</p>



<p>E infatti, dopo i rituali “non ci credo” e gli ovvi “ma ti rendi conto che le spiegano BENE?”, in pochi secondi passiamo all’idolatria – “a volte mi pare le spieghino BENISSIMO” –, e, infine, al fanatismo. E decidiamo di fare una cosa brutta. Brutta brutta. Vincenzo ha pochi dubbi, e forse ha ragione quando dice che con tutte queste derive autoritarie la magistratura ha altro a cui pensare. Io, invece, titubo di più. Sarò cattolico, sarò debole. Ma alla fine la tentazione è troppa, e cedo anch’io. Al solo pensiero, sto già male. Ma sono anche felice. Perché, stanotte, io e Vincenzo Profeta ci introdurremo nella sede del Post, per scoprire in anteprima che cosa impararemo bene col prossimo numero.</p>



<p>Punto primo, mimetizzarsi. Facilissimo: in un portalistini, ho conservato stampandole tutte le uscite della newsletter <em>Consumismi</em>. In un mezzo hangar preso in affitto, invece, tutti gli acquisti che mi hanno suggerito. Vincenzo ne esce con addosso un impermeabile giallo, un pile Patagonia, in mano un taccuino Iperborea, ai piedi un paio di Salomon e sulle spalle uno zainetto <em>definitivo</em>; io, vestito com’ero, ma con un borsone pieno di scatolette nascondi cavi e legata in vita una serra idroponica. Perfetti.</p>



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<p>Entrare nella sede non è difficile. Milano ormai città troppo europea, e nessuno si stupisce se un elicottero sorvola Porta Genova passata mezzanotte. Più complesso, una volta dentro, è invece orientarsi in mezzo a tutta questa informazione. Avanziamo a fatica addentrandoci in una serie di perché, per poco non veniamo travolti da una mandria di come mai, perdo Vincenzo e lo ritrovo che cerca di divincolarsi da una rete di che cosa sappiamo. Lo aiuto a liberarsi e proseguiamo. Strisciamo, gattoniamo, scivoliamo. Sentiamo un rumore e subito panico, ma poi ci accorgiamo che è il ticchettio del contatore degli articoli che quest’anno abbiamo letto. “Ma non era una finta? 10 mila e rotti, no scherziamo ahaha, niente paywall, informatevi meglio”, chiedo. Ci avviciniamo: niente finta, tengono il conto. Per ognuno dei lettori. Ci siamo anche noi: 73 mila io, 65 mila Profeta. Secondo e terzo in classifica. Primo, Giuseppe Civati. 125 mila. Articolo più letto: “Civati lascia il PD”. Numero di letture: 125 mila. Ma non dobbiamo distrarci: abbiamo un obiettivo. Ripartiamo. Via via che ci avviciniamo allo studio del direttore, l’informazione aumenta. Profeta – beato lui che ci riesce – avanza con mosse capoeira tipo Vincent Cassel quando scansa i laser in Ocean’s Twelve. Io, invece, sono costretto a processarla. Fatico, ma scopro tantissime cose. E mi sento così poco progressista perché ignoravo come mai in Italia rispondiamo al telefono “Pronto?”. Poi, all’improvviso, una luce. Ci appiattiamo dietro a una colonna di lezioni sul giornalismo: è Francesco Costa, alla sua scrivania. Eccolo, trovato. Come previsto: il fuso orario, l’America, sicuro una convention, un caucus. Tutto secondo il piano. Guardo Vincenzo, scambiamo un cenno: apre lo zainetto, estrae una fake news, la lancia dall’altra parte della redazione. Costa – tempo di reazione incredibile – chiude il computer, stoppa la replica del suo podcast, spenge la luce e si lancia fuori dall’ufficio. Entriamo.</p>



<p>Riapriamo il computer. Password. “Prova ‘Walmart’”, suggerisco. Niente. Due tentativi rimasti. “‘Chicago’?”, scrive Profeta. Niente. Un tentativo. Fissiamo il computer. È vecchio, non è recente. I tasti più consumati sono la “l” e “s”. Vuoi vedere che. “Prova ‘Witngenstain’”, dice Profeta. “‘Wittgenstein’”, lo correggo. “No, dammi retta: Witngenstain”. Digito. Funziona. Il computer si avvia, e la nostra ostinazione viene premiata da un desktop essenziale. Solo l’icona di <em>Age of Empires</em> e quattro cartelle: “L’America spiegata a me stesso”, “L’America spiegata all’America”, “Me stesso spiegato a me stesso”, “Cose spiegate bene”. Sorridiamo. Ce l’abbiamo fatta. Si riaccende la luce. Alzo gli occhi: un taser, so riconoscerlo (“Come funzionano i taser in dotazione alle forze dell’ordine”). A impugnarlo, Luca Sofri. Dietro di lui, Francesco Costa, che brandisce una bandiera americana.</p>



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<p>“Direttori, vi prego”, provo a dire.</p>



<p>Il taser ronza.</p>



<p>“Non è come sembra, noi vogliamo solo imparare”.</p>



<p>Sofri sorride. Costa, invece, sorride in inglese.</p>



<p>“Avanti, allora”, ci dice.</p>



<p>“Cosa?”.</p>



<p>“Vuoi imparare?”.</p>



<p>“Tantissimo”.</p>



<p>“Clicca”, e mi si fa sotto.</p>



<p>“No, la scongiuro, Direttore…”.</p>



<p>“Clicca”.</p>



<p>Novembre 2025. Cose spiegate bene. <em>Il fanatismo: come riconoscerlo, come sgominarlo</em>.</p>



<p>“Com’è possibile”, chiedo.</p>



<p>“È la stampa, biondina”.</p>



<p>“Bellezza”, dice Profeta.</p>



<p>“Sì. Bellezza”.</p>



<p>Buio.</p>
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		<title>Il segreto della redazione del Post.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il nemico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 10:42:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista Impossibile]]></category>
		<category><![CDATA[Cervelli in fuga]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Costa]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Post]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Sofri]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Morning]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista impossibile a Francesco Costa, premiata voce di Morning, l’uomo che ogni mattina racconta l’Italia ai liberali progressisti che a loro volta se la racconteranno a vicenda più tardi, all’ora dell’aperitivo, per darsi un tono intellettuale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br><em>Sono le 4 e mezza del mattino, dopo un giro in lime per una Milano tenebrosa e invasa da consulenti scravattati, approdiamo alla redazione del Post, in zona Porta Genova. All’interno, nonostante l’ora, è tutto un battere a macchina e ruotare di torchi, animato da giovani stagisti in dritta da 48 ore. L’atmosfera è di entusiasmo frenetico, gli sguardi rivolti agli estratti delle agenzie stampa che scorrono sul grande teleschermo nella sala centrale. Sopra, un’insegna a led ricorda a tutti i presenti che </em>“L’INFORMAZIONE RENDE LIBERI”.</p>



<p><em>Ci facciamo largo tra due rampanti cronisti intenti a contendersi ferocemente l’approfondimento sull’alluvione a Valencia, per dirigerci verso il grande ufficio, il più bello di tutti, un’enorme vetrata con un’insegna d’oro che recita “</em><strong>Francesco Costa (Morning</strong>)”.&nbsp;&nbsp; </p>



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<p><em><br>Oltre la soglia ci appare un grande tavolo di vetro, tassellato di quotidiani stropicciati e ricoperti di post-it. Al fondo, a capotavola, davanti a un piccolo microfono e un macbook pro, siede lui, Francesco Costa, l’uomo che ogni mattina racconta l’Italia ai liberali progressisti che a loro volta se la racconteranno a vicenda più tardi, all’ora dell’aperitivo, per darsi un tono intellettuale. Al suo fianco, in piedi, c’è Luca Sofri, il megadirettore del </em>Post<em>. Tiene una mano stretta sulla spalla di Costa.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</em></p>



<p><br><br>LS: Benvenuti ragazzi, il mattino ha l’oro in bocca e la notizia fresca. Adesso vi lascio da soli, qui ci siamo detti tutto con Francesco… (<em>volta lentamente lo sguardo verso Costa, mentre serra il palmo poggiato sulla sua spalla</em>)… O no?&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<br>&nbsp;<br>FC: Senza dubbio Luca, grazie come sempre. Puoi contare su di me. Siamo qui solo per conoscerci meglio con questi ragazzi.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br><br><em>Sofri lascia la stanza, rimaniamo soli &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;</em><br>FC: Buongiorno ragazzi, ben trovati e benvenuti. Io sono Francesco Costa. Questa è la redazione del <em>Post</em>. È una mattina splendida, certo un po’ di nebbia, ma adesso schiarisce, come sempre. Cominciamo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br><br>N: Ciao Francesco. Sei in splendida forma. Non è neanche l’alba, come fai a essere così attivo a quest’ora?</p>



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<p><br>FC: A me non pesa affatto, sapete? Tutta questione di abitudine. Poi ne vale la pena, raccontare l’Italia agli italiani, assicurare un’informazione giusta, moderata, comprensibile. Controllare i fatti. Spiegare bene le cose. Sono i valori della nostra casa, del <em>Post</em>. Poi il rapporto con i miei abbonati, le mail che ricevo ogni giorno, e che non vedo l’ora di leggere e commentare.<br>&nbsp;&nbsp;<br>N: La tua dedizione è invidiabile, buon per te, davvero.&nbsp;&nbsp;<br><br><em>Francesco accenna un sorriso poco convinto. Improvvisamente si alza in piedi, di scatto.&nbsp;<br><br></em>FC: Ragazzi, posso farvi ascoltare questa versione di <em>Gimme Shelter</em> dei Rolling Stones? È davvero stupenda … <em>(dirigendosi velocemente verso un giradischi nell’angolo</em>)… però ecco, per godersela a pieno, bisogna ascoltarla… a tutto volume…&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br><br><em>Parte la canzone, il volume è assordante</em><strong>:</strong></p>



<p><strong>Ooh, a storm is threatening&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>My very life today&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br></strong><br><br>N: FRANCESCO, MA COSA FAI? NON RIUSCIAMO NEANCHE A PARLARE! ABBASSA UN PO’, TI PREGO.<br><br><em>Costa</em> <em>corre verso di noi, ci afferra per le spalle</em></p>



<p><strong>If I don&#8217;t get some shelter<br>Ooh yeah, I&#8217;m gonna fade away</strong><br><br>FC: MBARI VI PREGO TIRATEMI FUORI DA QUESTO INFERNO. NON NE POSSO PIU&#8217;. MI MANCA L’ARIA. MI MANCA CATANIA. QUI NON CE LA FACCIO PIU&#8217;. SONO ANNI CHE NON MI FANNO USARE UNA PAROLA “DIFFICILE”, CHE NON POSSO FARE UN RIFERIMENTO STORICO SENZA DOVERLO CONTESTUALIZZARE. ANCHE L’11 SETTEMBRE, ANCHE IL COVID. VI RENDETE CONTO? LE DIRETTIVE SONO DI FARE FINTA DI RIVOLGERCI A UN PUBBLICO DI 13ENNI. HANNO LICENZIATO IL COLLEGA DELLA GIUDIZIARIA PERCHE&#8217; USAVA TROPPI CONGIUNTIVI, POI LA GENTE PERDE IL FILO. MA SI PUO&#8217; LAVORARE COSI&#8217;? QUANTE COSE DA DIRVI. QUANTO POCO TEMPO. LUI SICURAMENTE SI SARA&#8217; INSOSPETTITO E STARA&#8217; TORNANDO.<br><br>N: MA COSA DICI FRANCESCO? DI CHI PARLI? CHI E&#8217; LUI?</p>



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<p><strong>War, children, it&#8217;s just a shot away<br>It&#8217;s just a shot away</strong></p>



<p>FC: MA COME CHI? IL DIRETTORE! DDU CUNNUTU RI SOFRI. SONO DIECI ANNI CHE MI TIENE IN OSTAGGIO, MI HA SEQUESTRATO IL PASSAPORTO, HA I CODICI DEL MIO CONTO IN BANCA. CONTROLLA TUTTO. HA ORECCHIE OVUNQUE. ANCHE QUI IN QUESTA STANZA. PER QUESTO LA MUSICA, CAPITE?</p>



<p>N: FRANCESCO MA NON HA SENSO QUELLO CHE DICI. SEMBRA UN PO’ INVEROSIMILE! FAI UN LAVORO STUPENDO. TI APPREZZANO TUTTI. QUELL’ARTICOLO SUL <em>NEW YORKER</em>. <em>FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG</em>. “IL CASO MORNING”. MONDADORI. CHE BISOGNO CI SAREBBE DI SEQUESTRARTI?</p>



<p><strong>Ooh, see the fire is sweepin&#8217;<br>Our very street today</strong><br><br>FC: MA QUALE LAVORO STUPENDO? SONO QUATTRO ANNI CHE MI SVEGLIO ALLE 3 DEL MATTINO! QUATTRO ANNI CHE SONO COSTRETTO A RACCONTARE L’ITALIA ALLA STESSA BOLLA DI NOSTALGICI DEL GOVERNO DRAGHI. E SEMPRE CON LO STESSO TONO POI. UN PO’ CIRTICO, MA SPERANZOSO; UN PO’ DI BASTONE, E POI LA CAROTA PER MANDARE TUTTI A LAVORO CONTENTI LA MATTINA. MI VIENE DA VOMITARE A PENSARCI!</p>



<p><br>N: CALMATI FRANCESCO, RESPIRA. TU SEI UNA VOCE POSITIVA PER QUESTO PAESE, UN ESEMPIO VIRTUOSO! VA BENE TUTTO, MA QUALE SAREBBE IL SENSO? PERCHE&#8217; FARTI FARE MORNING TUTTE LE MATTINE?<br></p>



<p><strong>Rape, murder<br>It&#8217;s just a shot away<br>It&#8217;s just a shot away</strong></p>



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<p>FC: MA COME NON CI ARRIVATE? NON LO VEDETE? QUESTO PAESE E&#8217; ALLA FRUTTA. NON HA SPERANZE. IL SISTEMA PENSIONISTICO E&#8217; AL COLLASSO, LA SCUOLA E&#8217; UN DISASTRO, I BONUS, I VECCHI, GLI AIRBNB. LOLLOBRIGIDA. SI VIVE BENE SOLO A MILANO, DOVE SI VIVE DI MERDA. PERSINO IL CAFFE&#8217; E&#8217; IMBEVIBILE. SE NON FOSSE PER NOI, PER OPERAZIONI COME IL POST, PER MORNING, TUTTA LA CLASSE PRODUTTIVA SI SPEGNEREBBE, O FUGGIREBBE ALL’ESTERO. NOI COCCOLIAMO I PROGRESSISTI IN BILICO, I POTENZIALI CERVELLI IN FUGA. LI FACCIAMO SENTIRE AL CENTRO DEL MONDO, CHE CAPISCONO LE COSE. GLI DIAMO UN’INFORMAZIONE FACILE DA ASSIMILARE, IMPACCHETTATA IN MODO DA SEMBRARE IMPARZIALE, E PRONTA ALL’USO PER TROVARSI TUTTI D’ACCORDO ALLE CENE, PER CONVINCERSI INSIEME DI ESSERE DALLA PARTE GIUSTA DELLO STIVALE. E&#8217; COSI&#8217; CHE LI FREGHIAMO, CHE POI DECIDONO DI RIMANERE, DI ACCENDERSI UN MUTUO, DI FARE UN FIGLIO, DI ACCANTONARE I SOGNI MATURATI IN ERASMUS E ACCETTARE UN SALARIO INDECENTE. COME PENSATE CHE SI REGGA TUTTA QUESTA BARACCA? CON GLI ABBONAMENTI? CON LA PUBBLICITA&#8217;? MA QUANDO MAI? E&#8217; L’INPS CHE CI FINANZIA, CON I FONDI CHE DESTINAVA AL RIENTRO DEI CERVELLI. NOI POMPIAMO OSSIGENO NEL SISTEMA PENSIONISTICO ITALIANO VENDENDO L’ILLUSIONE DI UNA MENTALITA&#8217; EUROPEA, FACCIAMO CREDERE AI MEMBRI DELLA CLASSE DISAGIATA CHE LA SCANDINAVIA E&#8217; DIETRO L’ANGOLO, AL CAPOLINEA DELLA METRO SCASSATA CHE DEVONO PRENDERE OGNI MATTINA PER PAGARE L’AFFITTO, MENTRE ASCOLTANO MORNING.</p>



<p>N: FRANCESCO STAI ESAGRANDO! IL CAFFE&#8217; ITALIANO E&#8217; SQUISITO. CE LO INVIDIANO IN TUTTO IL MONDO.</p>



<p><em>D’improvviso si spalanca la porta. Entrano Sofri, Luca Misculin e Matteo Bordone.</em><br><br><strong>War, children, it&#8217;s just a shot away<br>It&#8217;s just a shot away<br>It&#8217;s just a shot away</strong><br><br><em>Bordone si scaraventa addosso a Costa</em><br><br>LS: TIENILO BORDONE! MISCULIN, FALLO SPARIRE! CHIEDI CONSIGLIO A NAZZI, NON E&#8217; LA PRIMA VOLTA CHE SI SBARAZZA DI UN CANARINO. SE FILA TUTTO LISCIO, MORNING E&#8217; TUO.<br><br><em>Bordone e un Misculin inorgoglito trascinano via Costa, che si dimena furiosamente. Sofri spegne il giradischi, ormai al rif finale di </em>Gimme Shelter<em>.<br></em><br>LS: Ragazzi, tutto quello che vi ha detto è un’ovvia mistificazione. Francesco è stressato, dorme poco, le elezioni americane… un periodaccio. Deve solo prendersi una vacanza. Questo è un paese problematico, certo, ma moderno. Qui abbiamo le nostre radici, le nostre speranze, le nostre opportunità. Basta contenere il deficit sotto il 3% del PIL, lavorare duro, tenersi informati, riciclare, vaccinarsi e combattere l’evasione fiscale. La strada è lunga ma dietro l’angolo c’è più giustizia, più equità, più Europa. Scusate per l’inconveniente, comunque sia, ecco un mazzo di abbonamenti prepagati al <em>Post</em>, che, come sapete, non campa d’aria (<em>occhiolino</em>).<br><br><em>Usciamo frastornati dall’ufficio con le prime luci dell’alba. Milano dorme ancora, avvolta in una coperta di nebbia. Oggi c’è sciopero, protestano per il carovita. Chissà se passa la 90.</em> </p>



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