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	<title>Maidan Archivi - Il Nemico</title>
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		<title>Kiev Kaput!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il nemico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitik]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Ostilità]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Limonov]]></category>
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		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era il 19 maggio 2014 quando Eduard Limonov pubblicava su Izvestija questo appassionato resoconto della rivoluzione nel Donbass.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilnemico.it/kiev-kaput/">Kiev Kaput!</a> proviene da <a href="https://ilnemico.it">Il Nemico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Una rivolta di libertà. </em></strong><strong></strong></p>



<p>È così che tutto ha avuto inizio:<strong> i primi focolai rivoluzionari si sono accesi nell’est dell’Ucraina</strong>, nelle regioni confinanti con la Russia.</p>



<p>All’inizio le folle sollevatesi nelle città principali, Donetsk e Lugansk, hanno preso nel complesso qualche sede amministrativa dal valore fortemente simbolico.</p>



<p>Molti di noi se ne sono già dimenticati, ma a Lugansk è stata presa la sede dei servizi segreti ucraini, mentre a Doneck il palazzo dell’amministrazione regionale.</p>



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<p>E così i focolai hanno cominciato a divampare anche nei centri più piccoli, a Slavjansk e Kromatorsk.</p>



<p><strong>La fiamma inizia ad ardere</strong>.</p>



<p>Nella sua fase iniziale la rivolta serpeggia sul territorio ucraino con lentezza, le tempistiche hanno cominciato ad accelerare tutte d’un colpo in seguito al<strong> brutale eccidio degli attivisti filorussi in Odessa</strong>, dopo di che hanno preso piede molti altri focolai.</p>



<p>Una seconda spinta vi è stata in seguito all’assassinio di civili inermi avvenuta a Mariupol’.</p>



<p>Ed ora, dopo il referendum dell’11 maggio e la risultante istituzione delle Repubbliche Autonome di Doneck e Lugansk, il virus della rivoluzione inizia a lacerare il tessuto ucraino già in diversi centri abitati.</p>



<p>I focolai divampano su tutto il territorio delle due neonate repubbliche e si accendono di tanto in tanto ad Odessa e a Charkov<strong>.</strong> Anche se qui non vi sono ancora fiamme così potenti, <strong>il potere di Kiev convive sempre più difficilmente con il clima rivoluzionario delle masse.</strong></p>



<p>La guerra tra le due parti continua: i territori in rivolta e quelli controrivoluzionari convivono nel caotico disordine e compiono atti di aggressione l’uno contro l’altro.</p>



<p>La guerra incalza. <strong>E in questo giovane conflitto l’esercito di miliziani del Donbass si sta comportando egregiamente</strong>.</p>



<p>Una linea del fronte comune ancora non c’è, ma presto vi sarà, disposta proprio lungo la linea dei confini occidentali delle nuove repubbliche.</p>



<p>Avendo ricevuto in dote dal referendum anche il diritto morale di lottare per la propria rivoluzione, le due nuove repubbliche con coraggio provano a riunire le proprie ardenti rivolte sotto un’ardente ed unica entità nazionale.&nbsp;</p>



<p><strong>Vorrei che si ponesse l’attenzione sul carattere liberatore della sommossa in atto nelle Repubbliche di Doneck e Lugansk</strong> (e certamente anche sul carattere liberatore della rivoluzione in Crimea, la quale, per sua fortuna, è riuscita a sfuggire all’Ucraina sotto l’egida russa senza guerra alcuna).</p>



<p><strong>L’impossibilità di continuare ad esistere in seno all’Ucraina è diventata evidente dopo che, il 22 di febbraio, a Kiev è salito al potere un regime di estrema destra, che ha fatto dell’<em>Euromajdan</em> il suo simbolo.</strong></p>



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<p>Fin qui l’appartenenza all’Ucraina delle regioni “russe” sud-orientali è stata sì umiliante e sgradevole, tuttavia ancora non considerabile mortalmente pericolosa. <strong>Ma con l’arrivo al potere di questo regime di estrema destra filo-occidentale, la cui guida è formata da originari dell’Ovest del Paese, nonché seguaci dei suoi ideali, questi ha cominciato a rappresentare un pericolo mortale</strong>. Già aveva assunto questa parvenza durante gli eventi del <em>Majdan</em> di inizio febbraio, per poi mostrare tutta la sua crudeltà nel folle massacro di Odessa.</p>



<p>Il regime di estrema destra, nel quale <strong>coloro che secondo gli standard mondiali sarebbero considerabili dei criminali di guerra patentati si ritengono santi,</strong> fronteggia direttamente quelli che sono i valori del Sud-Est.</p>



<p>Gli abitanti delle regioni Sud-orientali considerano l’esercito al servizio di tale regime come occupante, mentre il fatto che i soldati di tale esercito parlino una lingua comprensibile ai suddetti abitanti – ovvero il russo e l’ucraino – non fa altro che aggiungere una nota sinistra agli avvenimenti. Una nota di terrore.</p>



<p><strong>La popolazione è in rivolta con lo scopo di liberarsi, è un fatto certo</strong>. Essendo rimasta nella prigionia ucraina per ben ventitré anni, avendo resistito ai vari premier bugiardi e truffatori, ai vari Timošenko, Juščenko, Janukovič,<strong> il Sud-Est non vuole più patire i sanguinari assassini al potere</strong>. Poiché i truffatori, in qualche modo, si possono sopportare, gli assassini no di certo. </p>



<p>Ed ecco spiegata le semplici ragioni dei territori in rivolta, ecco la loro banale motivazione: <strong>scacciare gli occupanti dalla loro terra</strong>.</p>



<p>Perché è tutto così semplice, la motivazione è semplice. La rivolta di libertà delle regioni Sud-orientali dell’Ucraina è destinata a trionfare.</p>



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<p><strong>Non vogliono vivere con degli assassini al potere. E non ci vivranno</strong>.</p>



<p>E si separeranno da questa Ucraina da loro governata. Ed insieme alle prime due repubbliche<strong> si separeranno dall’Ucraina anche la regione di Charkov, quella di Odessa, di Nikolaev, di Cherson e, io spero, anche lo Zaporože</strong>. Vi sarà una grande battaglia per quella di Dnipropetrovsk. Anche se la Russia si rifiuterà prenderle con sé, loro si separeranno.</p>



<p>Un nuovo Paese è comparso sulle cartine d’Europa.</p>



<p><em>Kiev Kaput!</em></p>



<p><strong><em>Eduard Limonov, Izvestija, 19 maggio 2014.</em></strong><strong><em></em></strong></p>



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