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	<title>Tum Tum Sahur Archivi - Il Nemico</title>
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		<title>Zang Zang Tung Tung Sahur</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il nemico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 09:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Olocausto digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Italian Brainrot Animals]]></category>
		<category><![CDATA[Me contro Te]]></category>
		<category><![CDATA[meme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa sono gli Italian Brainrot Animals? Infanzia dissociata e animali generativi nel capitalismo allucinatorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilnemico.it/zang-zang-tung-tung-sahur/">Zang Zang Tung Tung Sahur</a> proviene da <a href="https://ilnemico.it">Il Nemico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’altro giorno, nei video in tendenza su Youtube, scorgo uno degli <strong>Italian Brainrot Animals</strong> in un video per bambini. Era uno di quei video di Dani e Robbi (dei Me contro Te che… ce la stanno facendo?) di un’ora e mezza, pensato per abbandonare i bambini davanti al tablet mentre si fa altro. Un’ora e mezza di delirio con recitazione paternale imbruttita e il titolo era <a href="https://www.youtube.com/watch?v=AO7ytrTefz4&amp;t=3172s">TUM TUM SAHUR HA PRESO IN OSTAGGIO DANI ! CHE COSA VUOLE</a>. <em>Rabbit hole </em>che mi avrebbe rubato diverse ore di vita. In realtà il loro canale, negli ultimi tempi ha una <em>lore</em> espansa e personale a tema<em> tum tum tum sahur</em> (come lo chiamano loro) e i commenti sono pieni di bambini che, con le poche parole che riescono a scrivere, fanno il tifo per loro. Non sono gli unici video italiani, abbiamo anche capolavori come <a href="https://www.youtube.com/watch?v=s9NtwvHsSIc">EPISODIO 5: FIGLIACHIARA SI TRASFORMA IN TUM TUM TUM SAHUR , VIENE POSSEDUTA E CI INSEGUE!</a>. Su TikTok si perde il numero di video per bambini (e spesso realizzati da bambini) a tema Brainrot Animals. E io ancora non riesco bene a capire come possa succedere che un meme così volgare e violento, complesso e per certi versi inquietante possa spopolare tra i bambini<strong>.</strong> </p>



<p><strong>Ma cosa sono i Brainrot Animals?</strong></p>



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<p>Per chi si fosse perso questa wave che durerà probabilmente ancora qualche mese salvo risignificarsi e secolarizzarsi in una serie di giocattoli nel Sud-Est Asiatico come accaduto per Skibidi Toilet, <strong>gli Italian Brainrot Animals sono un trend virale emerso su TikTok all&#8217;inizio del 2025, caratterizzato da video che associano creature generate da intelligenza artificiale con nomi pseudo-italiani e narrazioni nonsense.</strong> L’effetto di voci sintetizzate in italiano che associano rime casuali e surreali è ipnotico. E si vede.​ Come scrive l’utente:</p>



<p><a href="https://www.youtube.com/@mbd1177">@mbd1177</a></p>



<p><em>&#8220;Biggest cultural impact Italy has had in decades</em>&#8220;</p>



<p>Parliamo di centinaia di milioni di views in poche ore, da tutto il mondo, per video come <em>Tung Tung Tung Sahur vs Bombardiro Crocodilo: Who is stronger?</em> o quiz quali <em>Guess The Italian Brainrot Animal, top 5 Italian Brainrot, movie compilation a 360 gradi horror a tema Tung Tung Tung Sahur, come trasformarsi in Tung Tung Tung Sahur su Roblox</em> e lore generate con IA tipo <em>impact stories</em>. Tra i personaggi più rappresentativi del trend troviamo:​ <strong>Tralalero Tralalá</strong>, uno squalo con scarpe da ginnastica (accompagnato da bestemmie rispettivamente a Dio e Allah), <strong>Chimpanzini Bananini</strong>, una creatura metà scimmia e metà banana e <strong>Lirilì Larilà</strong>, un ibrido tra un cactus e un elefante.​ Ma ce ne sono molti altri e ogni giorno ne diventa canonico uno nuovo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="890" height="668" src="https://ilnemico.it/site/wp-content/uploads/2025/05/download-1.jpg" alt="" class="wp-image-2170" srcset="https://ilnemico.it/site/wp-content/uploads/2025/05/download-1.jpg 890w, https://ilnemico.it/site/wp-content/uploads/2025/05/download-1-300x225.jpg 300w, https://ilnemico.it/site/wp-content/uploads/2025/05/download-1-768x576.jpg 768w, https://ilnemico.it/site/wp-content/uploads/2025/05/download-1-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 890px) 100vw, 890px" /><figcaption class="wp-element-caption">La produzione culturale italiana più interessante degli ultimi decenni</figcaption></figure>
</div>


<p>Ma sono forse i due più famosi, quali <strong>Tung Tung Tung Sahur</strong> (un bastone indonesiano antropomorfo con gli occhi spalancati che tiene in mano un altro bastone) e <strong>Bombardiro Crocodilo</strong> (un ibrido tra un alligatore e un bombardiere militare che, dice la voce IA in sottofondo, bombarda i bambini di Gaza) a funzionare come <strong>significanti sciolti che non fluttuano più tra poli di senso. Fluttuano nel vuoto.</strong> E come già successo per Poppy Playtime o Skibidi Toilet, i bambini se ne appropriano, <strong>perché se la massa dirige la risignificazione nella memetica, l’ondata dei bambini su TikTok guida incontrastata il braccio di ferro semantico</strong>. E a vedere la produzione attuale, sono perfettamente consci delle dinamiche e dei lessici dei loop memetici: la ripetizione diventa godimento nel suo fallimento di significare. TikTok e YouTube Kids stanno creando un canale infantile per evacuare il senso. </p>



<p>Video pensati per il <em>digital parking</em> degli infanti che puntano alla loro dissociazione. Il bambino non oggettifica l’orsetto, ma la pace che gli dà. Tung Tung Tung Sahur è un oggetto che placa la domanda di senso con l’ipnosi da sovraccarico. <strong>Se la produzione culturale è stata per secoli uno specchio (di Narciso, della storia, dell’identità), oggi è uno sfintere. Non riflette: espelle</strong>. L’immaginario che si va tracciando nei contorni dell’estetica <em>brainrot </em>non è tanto un teatro quanto un tubo digestivo. I contenuti, lungi dal reiterare senso o analisi, puntano al rilascio immediato. La fruizione è evacuativa: si guarda per liberarsi, si consuma per svuotarsi. Il significante è tutto e il significato è superfluo, nemmeno più temporaneo. <strong>E ciò nonostante, questi video vengono capiti perfettamente</strong>. Un bambino di 4 anni riesce a riconoscere uno Skibidi, un cameraman, un G-Toilet. La grammatica c’è. <strong>Ma è oltre la parola e direttamente al sintomo.</strong></p>



<p>Questo perché nella palude semantica degli Italian Brainrot Animals si intuisce una nuova forma di alfabetizzazione. I bambini che decodificano questa estetica stanno imparando a riconoscere pattern nell&#8217;apparente nonsense, a estrarre significati frammentari da un flusso incessante di stimoli. Una forma di metalinguaggio basato sul riconoscimento di pattern che si adatta all&#8217;iperstimolazione informativa. È un&#8217;alfabetizzazione post-testuale,<strong> il senso è nelle relazioni tra frammenti audiovisivi, nei ritmi, nelle ripetizioni, nelle variazioni minime di pattern riconoscibili</strong>. Mentre gli adulti si disperano per la morte della cultura, i bambini stanno forse sviluppando gli anticorpi cognitivi per sopravvivere nell&#8217;era della singolarità algoritmica. </p>



<p>C’è una verità clinica dentro tutto questo: <strong>solo il trauma ripetuto è ormai confortante</strong>. Come i soldati che dormono solo nel rumore delle esplosioni, <strong>i bambini del capitalismo digitale trovano quiete solo nella frenesia iperstimolante</strong>.<strong> Tung Tung Tung Sahur non è un cartone: è una ninna nanna da trincea per l’iperstimolo.</strong> YouTube Kids pullula di video da un’ora di gesti compulsivi, micro-narrazioni cripto-traumatiche. Si potrebbe quasi vedere nell&#8217;estetica brainrot l’evoluzione o il pastiche dell’MLG di dieci anni fa. Eppure quel linguaggio era sovraccarico e situato, una rappresentazione nevrotica dell’estetica gamer, questo è collassato e vitale. Dominato da bambini e dall’autoreferenzialità. </p>



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<p>I bambini guardano questi video per dissociarsi e questa è la chiave del loro successo. <strong>Già nell’infanzia stanno evadendo dal reale, catturandosi in loop egodistonici per prepararsi al mondo dopo.</strong> La pedagogia della violenza, dopotutto, si tramanda attraverso l’alienazione, non con la presenza. In un’epoca di promotori del rinascimento psichedelico che punta al reincantamento, <strong>potremmo definirlo capitalismo allucinatorio, un sistema economico che produce esperienze dissociative strutturate algoritmicamente.</strong> Questo è il potere del brainrot, i media contemporanei non stimolano più il desiderio attraverso la promessa di soddisfazione, <strong>ma attraverso la promessa di sospensione temporanea della necessità stessa di desiderare</strong>. Un ecosistema di valore puramente circolatorio: conta solo la velocità e l&#8217;ampiezza della circolazione, indipendentemente da qualsiasi contenuto. </p>



<p>La fuga dal reale serviva a creare un reale a cui tornare, ora a far diventare la fuga l’unico spazio abitabile. Rimangono solo algoritmi che fanno girare spettri linguistici in necrosi semantica. È la forma aggiornata del <em>lapsus freudiano</em>, solo che nessuno vuole interpretarlo: visualizza, consumati, crepa.</p>



<p>Non voglio certo che passi una nostalgia implicita per un passato supposto in cui i contenuti per bambini avevano più senso o valore pedagogico. Non dev’essere necessariamente così. Non è il contenuto, ma l’ideologia mediale a strutturare il campo del senso. <strong>L&#8217;estetica brainrot è la pedagogia perfetta per il tardo capitalismo digitale: non comunica niente, nel bene o nel male, ma insegna cognitivamente la resilienza all&#8217;assurdo</strong>. Il bambino che sopravvive a novanta minuti di Tung Tung Sahur è lo stesso che domani navigherà senza bussola tra lavori precari, crisi climatica e relazioni liquefatte dall&#8217;algoritmo. Non è un caso che questi contenuti prosperino mentre collassa la narrazione del progresso: l’alfabetizzazione al nonsense è il simulacro del futuro mancante. Il sistema educativo tradizionale prometteva senso e linearità in un mondo che non ne ha più; YouTube Kids promette almeno l&#8217;anestesia. I genitori che parcheggiano i figli davanti a questi video sono maestri di pragmatismo. Stanno addestrando la prole all&#8217;entropia. Impareremo già così la dipendenza negativa, cercare lo stimolo oltre il piacere atrofizzato che procura, per l&#8217;assenza di stimolo che segue, per quel momento di esaurimento cognitivo che rappresenta l&#8217;unica forma di quiete accessibile. </p>



<p>Gli Italian Brainrot Animals sono uno dei primi casi di successo di industria culturale completamente algoritmizzata: contenuti generati da macchine, distribuiti da macchine, consumati attraverso algoritmi che ne perpetuano la viralità in un ciclo perfettamente autopoietico. E i bambini imparano a dissociarsi. Nel frattempo, abbiamo su TikTok quei lobotomizzati dei <em>lionfield </em>che mostrano al nonno i vari abomini generati con IA mentre lui, incosciente e passivo, ripete i nomi. Nei commenti, centinaia di persone li ringraziano per non aver inserito quelli “cattivi” o “blasfemi” e per questo dimostrano di essere veri italiani. Commenti come: <em>Tysm for not adding the ones that gives hate on muslims -love from Palestine</em>. Nel 2025, con il passare di strani eoni, <strong>chi è sotto le bombe ringrazia chi vende quelle bombe di non nominare in un video su TikTok un animale generato con l’IA che tra parole detto a caso, nomina anche il suo Dio.</strong></p>



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