Ci stiamo rivalutando da soli, ecco: abbiamo un’infanzia analogica ed un presente digitale, che usiamo anzitutto per abbordare e sparare boomerate sui social. Siamo il ponte di Messina sul nulla. Noi le famose riforme le abbiamo fatte.

In questi giorni vorrei scrivervi nelle sclere degli occhi, autocelebrarmi come mai tramite la scrittura; in questi giorni di hater e commenti stupidi, di Miami Festival, di Biennali di Venezia e Mondiali falliti, vado per la scrittura confessionale, egoica. In questi giorni di corse al buio e sfide con me stesso, nel gioco succube delle generazioni che mi frulla nel cervello la notte, quando non riesco a dormire.

Noi di mezza età ci fissiamo su queste cose fintamente rumorose. I Baby Boomers che hanno occupato questo Paese e lo hanno distrutto, il testosterone che manca. Nel frattempo la Generazione Z incendia l’oggi con una nuova etica e una nuova velocità, e il sesso di carta che gli hanno dato da bere. In mezzo, sempre nel malato gioco delle generazioni, ci rivalutiamo noi: quelli della Generazione X, che sembrava marginale, incompetente, una parentesi. E invece noi col colpo in canna. La generazione del figlio unico, che al massimo fa un figlio, ed è pure tardo e iperviziato, o quella che si autosterilizza. Per questo abbiamo vinto culturalmente.

Abbiamo vinto in modo più freddo: definendo un nuovo linguaggio, costruendo le piattaforme, interiorizzando il cinismo. Abbiamo ceduto al lato oscuro della forza, ci siamo presi la Silicon Valley, siamo diventati la Silicon Valley.

Internet è Generazione X. Prima degli influencer c’erano i forum, il trolling anonimo e sarcastico, Facebook, il rendere tutto scaricabile come valore. Pensavamo che l’ironia disincantata fosse refrattaria all’autorità, che il “suca a tutto” fosse vero: abbiamo sbagliato tutto. Oggi lo abbiamo fatto diventare l’unico modo, abbastanza triste, per dire le cose. Siamo noi ad aver creato la cattedrale dell’ironia. I meme sono la formalizzazione algoritmica della nostra tristezza; siamo disperati, lo cantavamo con i Nirvana, lo cantava Kurt Cobain che, per fortuna, come tutte le rockstar, è morto bello, maledetto e manipolato.

Il paradosso è che tutti noi volevamo i nostri genitori divorziati, come in Beverly Hills 90210; oggi di ritorno, esattamente come la musica dei Gorillaz, come tutto è di ritorno, lanciamo un binario ancora strafottente. La nostra attitudine antisistema è diventata però infrastruttura. Il rifiuto del brand è diventato rebranding; il G8, il no-logo. Adesso fa figo, forse pure allora.

Così, mentre i generazionalismi omologavano il cervello pure a noi, noi Generazione X, forti del nostro rebranding, occupavamo silenziosamente le leve del potere: dirigenze, aziende, governi, piattaforme. La nostra rivoluzione non è diventata sistema, è diventata infrastruttura, come vi dicevo; è molto diverso. Chiamateci pure stronzi, come direbbe David Foster Wallace. Chiamatela stronzaggine, pragmatismo, ecco: scelta, scelta operativa, raga. Non ci siamo suicidati al momento giusto, le nostre droghe non erano così devastanti e molti di noi hanno finto di assumerle.

Ci stiamo rivalutando da soli, ecco: abbiamo un’infanzia analogica ed un presente digitale, che usiamo anzitutto per abbordare e sparare boomerate sui social. Siamo il ponte di Messina sul nulla. Noi le famose riforme le abbiamo fatte.

Il problema è di tutti gli altri: che l’Italia non va ai Mondiali ed il testosterone crolla. Tutto ciò che oggi è figo porta la nostra firma: nostalgia anni ’90-2000, revival analogico, il cazzo di cyberpunk dei Subsonica, il rap e la musica da fare a casa con un pc senza studiare. Abbiamo fatto tornare di moda la musica da camera, pensateci.

Ma la nostra eredità più profonda non è tecnologica né estetica: è la destrutturazione psicologica. Il cinismo come sistema operativo. Il nichilismo spettacolare. Una cosa abbiamo insegnato al mondo: a mixare cose diverse; abbiamo remixato benissimo per esempio il ribellismo e il conservatorismo, ma solo per ballare un po’. Il nostro lascito sono una serie di collassi orgasmici.

Siamo stati gli ultimi a far saltare in aria quei fricchettoni dei Baby Boomers, e loro, per reazione, hanno lobotomizzato il cervello a tutti gli altri con riletture del ’68 in chiave woke. Noi ci abbiamo provato a rendere il sistema figo; ora beccatevi il lockdown energetico, Gennaro Gattuso allenatore della nazionale, e l’Iran figo. Siamo tutti, ancora una volta, a tre giorni di digiuno dal cannibalismo; ed ora una Generazione X come Peter Thiel o Elon Musk blatera di anticristo. Era già tutto previsto, come diceva Riccardo Cocciante.