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	<title>Vita Archivi - Il Nemico</title>
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		<title>Non possono esserci solo romanzi pietisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il nemico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 10:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dissesto editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Nemesi]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Ada D'Adamo]]></category>
		<category><![CDATA[Alcide Pierantozzi]]></category>
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		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la vita sparisce dai romanzi e la letteratura si riduce a poco più di una seduta di gruppo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Nota a chi legge:<br></em></strong><em><br>Scrivere di dolore è non solo legittimo, ma spesso necessario. Alcuni dei libri che saranno citati in seguito contengono pagine potenti e oneste. Non metto in discussione il diritto di raccontare traumi, malattie o fragilità. Ma quello che oggi vedo – troppo spesso – è una narrativa che usa il dolore come lasciapassare, come scorciatoia estetica e soprattutto etica. Qui si vuole mettere in discussione un meccanismo editoriale, culturale, stilistico, che rende il dolore un prodotto. Una macchina che vende emozioni consolatorie, ma che nel farlo dimentica che la letteratura dovrebbe essere soprattutto vita, invenzione, visione, tensione.</em></p>



<p></p>



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<p>Negli ultimi anni è emerso un genere letterario apparentemente di successo, che chiamiamo “romanzo pietista”. Quel tipo di romanzo che mette al centro <strong>malattia, perdita, trauma, lutto e disagio mentale</strong>, non come materia narrativa, ma come garanzia morale.</p>



<p>È la nuova zona franca della letteratura contemporanea: se soffri o se scrivi di qualcuno che soffre – anche se è un personaggio di fantasia &#8211;<strong> puoi anche dimenticare trama, stile, visione, coerenza, messaggio</strong>. Non importa. Il dolore ti assolve sempre.</p>



<p>Lo spunto di questa riflessione è giunto dopo aver provato a leggere <em>Lo sbilico </em>di Alcide Pierantozzi. Un testo che si muove tra diario clinico e flusso letterario, tra ambulatorio e confessionale. La lingua e lo stile cercano di tenere insieme i pezzi e a tratti ci riescono anche. Ma il problema non è stilistico quanto sostanziale.</p>
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		<title>Igor Kholin, la miseria come poesia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il nemico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Bere]]></category>
		<category><![CDATA[Igor Kholin]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesie scelte da Poesie scelte di Igor Kholin. Per essere precisi, dai primi due cicli della raccolta Избранное. Стихи и поэмы. Letteralmente “Scelti. Versi e poemi”. Nonostante il suo titolo triste (che si è voluto, per ora, rispettare nel progetto in fieri "Poesie scelte") il volume è considerato come l’opera poetica completa dell’autore. Attualmente, il traduttore sta affrontando il terzo ciclo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per questa breve antologia </p>



<p>si è deciso di selezionare quattro temi:</p>



<p></p>



<p><strong>La morte</strong><br><br>Perché non iniziare dalla fine?<strong> Il suicidio, la malattia fatale, gli incidenti sul lavoro</strong>. L’eroe lirico, in molti componimenti, è sepolto da tempo: di lui permane un ricordo, un abbozzo biografico, che si lega, rivivendo il passato, all’occasione poetica.<br><br>(<strong>В углу во дворе у барака сарай,</strong> dal ciclo:<em> Abitanti della baracca</em>)</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center">C’è un fienile dietro la baracca, sai,</p>



<p class="has-text-align-center">Dove si è impiccato Mastro Nikolai.</p>



<p class="has-text-align-center">Non poco riuscì a vendere, e a bere &#8211;</p>



<p class="has-text-align-center">La perizia del luogo fu fatta in due sere…</p>



<p class="has-text-align-center">C’era un maggio abbagliante nel cortile.</p>



<p class="has-text-align-center">La gente circondava il povero fienile.</p>
</blockquote>



<p>Fuochisti che cadono nelle caldaie, imbianchini che cadono dalle impalcature. Il carpentiere, in punto di morte, sogna quella stessa lama rotante che gli ha preso la vita. In questi componimenti, il poeta si concede sempre una <strong>macabra ironia</strong>.</p>



<p>(<strong>Работал машинистом портального крана</strong>, dal ciclo:<em> Abitanti della baracca</em>)</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center">Lavorava come operatore al muletto.</p>



<p class="has-text-align-center">Scivolò dentro a un pozzetto.</p>



<p class="has-text-align-center">La commissione giudicò:</p>



<p class="has-text-align-center">“Colpa del bagnato”.</p>



<p class="has-text-align-center">Sua moglie esultò:</p>



<p class="has-text-align-center">Funerale finanziato.</p>
</blockquote>



<p>Tra le schiere di impiccati e di accidentati, si fa spazio una magra serie di componimenti su mortali afflizioni, lunghi e travagliati tumori. Si rivelano le tombe di due, tre soldati che caddero in quella stessa guerra che il poeta ha combattuto. Tra le occasioni poetiche di rilievo, <strong>soltanto un ulteriore tipo di morte.</strong></p>



<p>(<strong>Отдалась начальнику</strong>, dal ciclo:<em> Lirica senza lirica</em>)<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center">Si è arresa al suo capo.</p>



<p class="has-text-align-center">Ora, questo è abituale:</p>



<p class="has-text-align-center">Non si può permettere</p>



<p class="has-text-align-center">L’arrivo di una prole.</p>



<p class="has-text-align-center">L’aborto un fallimento,</p>



<p class="has-text-align-center">L’ago, nel punto giusto, non è penetrato.</p>



<p class="has-text-align-center">La madre suggerì di strozzarlo,</p>



<p class="has-text-align-center">Appena nato.</p>
</blockquote>



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<p><strong>Il bere</strong><br><br>O dovrei dire, forse, <em>alcolismo</em>? Il poeta ci accompagna per i raffinati locali e, più spesso, <strong>per le affollate bettole della periferia moscovita.</strong> Le scene a cui assistiamo sono quanto mai verosimili nella loro viziosità, sembrano voler essere le istantanee, fotografiche testimonianze che Kholin riuscì a catturare nei suoi anni da cameriere.</p>



<p>(<strong>В пивной слышен мат</strong>, dal ciclo:<em> Abitanti della baracca</em>)<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center">Nel bar c’è casino, di boccali un boato.</p>



<p class="has-text-align-center">Semionov al banco, è assai eccitato:</p>



<p class="has-text-align-center">L’agitazione fa dell’ubriachezza una miccia.</p>



<p class="has-text-align-center">È corso qui dopo aver impegnato una pelliccia.</p>
</blockquote>



<p><strong>Le aggressioni, insieme fisiche e verbali</strong>, sono ugualmente prominenti in tutta quella serie di occasioni poetiche che sfociano dall’abuso di alcolici. L’occhio, registrando questo genere di abusi, tenta, con estrema fatica, di non addossarsi il ruolo di giudice.</p>



<p>(<strong>Домой пришел выпивши</strong>, dal ciclo:<em> Abitanti della baracca</em>)</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center">Tornato a casa ciucco.</p>



<p class="has-text-align-center">Umore alla prova.</p>



<p class="has-text-align-center">Voleva scegliere</p>



<p class="has-text-align-center">Un vestito dal guardaroba.</p>



<p class="has-text-align-center">La moglie urlò:</p>



<p class="has-text-align-center">“Spostati, infame!”</p>



<p class="has-text-align-center">La prese alla gola.</p>



<p class="has-text-align-center">Le mani: due lame.</p>



<p class="has-text-align-center">Pupille annebbiate</p>



<p class="has-text-align-center">Luccicavano minacciose</p>



<p class="has-text-align-center">Dentro l’occhio malsano&#8230;</p>



<p class="has-text-align-center">Chi è: una bestia, un umano?</p>
</blockquote>



<p>Altrettanto sovente, il bere è un dettaglio: una natura morta di bottiglie in una stanza, o il loro timido spuntare da una borsa della spesa. &nbsp;Si sente, sempre, il rumore di bicchieri provenire dall’appartamento dei vicini. L’alcol, complessivamente, <strong>altro non è che una condanna</strong>, un preludio, un’anticipazione.</p>



<p>(<strong>Юлин муж после попойки</strong>, dal ciclo:<em> Lirica senza lirica</em>)</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center">Il marito di Giulia dopo una birretta</p>



<p class="has-text-align-center">Dorme in mutande sulla cuccetta.</p>



<p class="has-text-align-center">Il vicino sta seduto sulla soglia,</p>



<p class="has-text-align-center">Mica per niente è passato da Giulia.</p>
</blockquote>



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<p><strong>La vita</strong></p>



<p>La Scuola del quartiere di Lianozovo – ci insegnano – ha avuto come capo, come figura carismatica, un artista che risiedeva, in realtà, in una zona diversa della periferia di Mosca. A lui il poeta dedica <strong>uno dei suoi pezzi più riusciti</strong>, più efficaci nella rappresentazione di una vera realtà quotidiana.</p>



<p>(<strong>Время семь</strong>, per E. Kropivnitsky, dal ciclo:<em> Abitanti della baracca</em>)</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Le sette esatte.</p>



<p>Fuori, la notte.</p>



<p>Non ha voglia di andare a lavoro.</p>



<p>Vorrebbe dormire.</p>



<p>Potrebbe tutto quanto maledire:</p>



<p>Lascia che ti licenzino,</p>



<p>Che ti mandino in tribunale,</p>



<p>Lavorare tutti i giorni fa male.</p>



<p>Presse che masticano,</p>



<p>Macchine che gridano&#8230;</p>



<p>Si lancia fuori dal letto,</p>



<p>Respiro affannoso.</p>



<p>Ricorda tutt’a un tratto:</p>



<p>Giorno di riposo.</p>
</blockquote>



<p>In alcune poesie sulla vita di coppia, precisamente in quelle, rare, dove si esprime un Io lirico, non assistiamo più a maltrattamenti o ad aperte infedeltà. Prendono il loro posto <strong>piccoli screzi familiari</strong>, che vengono subito risolti in riappacificazioni o in amichevoli concessioni.</p>



<p>(<strong>На землю зимний лег покров</strong>, dal ciclo:<em> Abitanti della baracca</em>)</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center">Un manto invernale la terra impregna.</p>



<p class="has-text-align-center">C’è umido in casa. Manca la legna.</p>



<p class="has-text-align-center">Mia moglie urla: “Vecchio sciocco,</p>



<p class="has-text-align-center">Esci almeno a segare un ciocco!”</p>



<p class="has-text-align-center">Mia moglie insegna,</p>



<p class="has-text-align-center">Ci serve la legna.</p>
</blockquote>



<p>Discussioni tra negozianti e clienti, corteggiamenti, lamenti&#8230;<strong> L’uomo comune, le sue sfortune</strong>. Ecco l’eroe lirico che Kholin ha voluto immortalare, situandolo nelle infinite occasioni poetiche, soprattutto quelle tragiche, della propria contemporaneità.</p>



<p>(<strong>АДАМ И ЕВА</strong>, <em>ADAMO ED EVA</em>, dal ciclo:<em> Lirica senza lirica</em>)</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center">Adamo</p>



<p class="has-text-align-center">Tornitore-utensilista</p>



<p class="has-text-align-center">Eva</p>



<p class="has-text-align-center">Addetta-macchinista</p>



<p class="has-text-align-center">Luogo di lavoro</p>



<p class="has-text-align-center">Industrie “Penoshlaka”</p>



<p class="has-text-align-center">Luogo di residenza</p>



<p class="has-text-align-center">Dormitorio</p>



<p class="has-text-align-center">Baracca</p>



<p class="has-text-align-center">Peggio dell’Inferno</p>



<p class="has-text-align-center">Gas: niente</p>



<p class="has-text-align-center">Neanche acqua corrente</p>



<p class="has-text-align-center">Il comandante</p>



<p class="has-text-align-center">Ha chiuso il rosso angolino</p>



<p class="has-text-align-center">Decretando</p>



<p class="has-text-align-center">Che era un vero casino</p>



<p class="has-text-align-center">Lei si annoia</p>



<p class="has-text-align-center">Lui sembra arrabbiarsi</p>



<p class="has-text-align-center">Non c’è un posto dove incontrarsi</p>
</blockquote>



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<p><strong>La trovata</strong><br><br>Un ciclo poetico fantascientifico. <strong>Scenari extraterrestri, personaggi alieni, intelligenze artificiali, tecnologie futuristiche.</strong> La lirica, qui, si fonde con quel genere letterario che è capace di essere strumento di denuncia e fiaba al tempo stesso.</p>



<p>(<strong>Кибернетический век</strong>, dal ciclo:<em> Cosmiche</em>)</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center">Secolo virtuale</p>



<p class="has-text-align-center">Un tale</p>



<p class="has-text-align-center">È andato</p>



<p class="has-text-align-center">Alla stazione</p>



<p class="has-text-align-center">Uno per Kabul</p>



<p class="has-text-align-center">No</p>



<p class="has-text-align-center">Per la costellazione di Orione</p>



<p class="has-text-align-center">Bene</p>



<p class="has-text-align-center">Vada pure alle postazioni</p>



<p class="has-text-align-center">Che noi</p>



<p class="has-text-align-center">Faremo di voi</p>



<p class="has-text-align-center">Un mucchio di elettroni</p>



<p class="has-text-align-center">E li spediremo nel Cosmo</p>



<p class="has-text-align-center">Come segnali intermittenti</p>



<p class="has-text-align-center">Compagno Mochalov</p>



<p class="has-text-align-center">Attacchi la corrente</p>



<p class="has-text-align-center">Ecco</p>



<p class="has-text-align-center">Pronto</p>



<p class="has-text-align-center">Orione</p>



<p class="has-text-align-center">Ivanov è in regola</p>



<p class="has-text-align-center">Mandatelo avanti</p>



<p class="has-text-align-center">Ragione del viaggio</p>



<p class="has-text-align-center">Vuol comprare</p>



<p class="has-text-align-center">Al figlio dei guanti</p>
</blockquote>



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