La geopolitica sanremese nelle mani di Vincenzo Profeta.

A volte è così. Esci la mattina, tiri su la serranda e nel petto non senti più nulla. Io mi misuro i muscoli allo specchio… sì, sono uno di quei coglioni. Mi sforzo. Ho aumentato i carichi di allenamento. “Ma non è che sei diventato a-sociale, a-sentimentale o ‘a-qualcosa’ per posa intellettuale?”, mi dico. È che proprio non si sente più un cazzo. Superi i 40 e il segnale si interrompe. Perdi il Wi-Fi. Non è depressione. Non serve lo psicologo a 20 al quarto d’ora che non hai. È solo che capisci che questa storia qua è la tua, la nostra, sì, quella un po’ di tutti. “Sei anche l’uomo medio però”, mi dico (l’uomo medio in Italia secondo alcuni sondaggi ha 46 anni) Ma io sono un artista, provo a dirmi. Ecco: un artista medio. Un creativo medio, e la mia arma è la pigrizia. Nessuno è più pigro di me che faccio quei finti lavori da rivistelle di mostre d’arte.

Allora pensi: mi compro una friggitrice ad aria. La metto sul marmo della cucina come un totem, un bunker tecnologico per difendermi dalla corruzione, dalla droga, dal senso di colpa, dalla pazzia post-40 delle donne. Eppure, nonostante tutto, è il design che non mi incanta. I cibi salutari sono la mia ossessione ormai, la mia nuova fiammante ossessione lussuosa, me ne fotto del sociale, nel senso che non socializzo più col cibo, ubriacandomi come tutti; sono fuori dall’umano, mi dico: però almeno ho evitato il padel, ho evitato le feste del post-40, le riunioni di scuola, le riunioni per vedere Sinner… H&M non ha ancora fatto la linea dedicata a Eminem. Spopola quella dei Nirvana, è vero, e pure quella dedicata agli AC/DC, lo dicono nei podcast… Mi sento scoperto, sporco, che poi di questi gruppi non ho manco un album, grazie al cielo mia mamma ascoltava Nino D’Angelo. Sono come quando il Nuuu Metal si è fuso con l’Hip Hop: si è persa la carica. I Limp Bizkit, ecco… i Korn. Sono i Korn. Non avevano più la rabbia impegnata dei Nirvana. Cioè, non c’era il contenuto sociale, vero, asciutto. Erano depressi e tutto quanto, ma dei depressi vuoti e rumorosi. Come il cantante dei Linkin Park. Il chitarrista con la maschera incapace dei Limp Bizkit avete presente?… dai, cazzo, non puoi riesumare tutto, mi dico. Guardo il cielo e mi chiedo: quanta distanza c’è tra un missile iraniano e casa mia? Bombarderanno mai Palermo? Se la traiettoria interseca il mio condominio e fa fuori lui, il butterato del terzo piano che si scopa le indianine, o se tira dritto verso il centro… quasi mi fa un piacere. Ma no, dico, l’Iran non bombarderebbe neanche Roma. Perché noi con gli arabi siamo in sintonia, in fondo. Abbiamo servizi segreti vaticani millenari. Ottimi rapporti. La mafia.

In certi momenti di panico tattico vorrei tornare all’heavy metal puro, al punk degli inizi. E poi mi chiedo: perché ogni italiano si vanta di essere stato un punk in giovinezza? Perché io lo dico? Devo eliminare questo tipo di omologazione. Sono in uno stato d’animo in cui sono proprietario solo del mio corpo. La suoneria del cellulare è Carmelo Bene che recita Marinetti e tutti: “Ehhh Vincè, ma è un inno di LVI!”. No raga, “Lui” no. Io sono un progressista eterno, perché l’unica tradizione che l’uomo rispetta è il progresso. Lo dicevo quando le battute erano battute, non meme. Senza essere impigliati nelle storie di Instagram, che poi sono gli highlights delle nostre vite, i momenti divertenti perdono di senso a questa età di crisi di mezza età. Un po’ come l’Occidente. Crisi, crisi di mezza età. Sì, crisi che parte sempre dalle ex che ti dicono che eri meglio prima, alle nuove che non ci sono.

Invece al bar parlano di Sanremo. C’è Sanremo ovunque. La replica, la replica della replica, la settimana post-Sanremo è una quaresima, c’è la terza guerra mondiale, ma c’è Sanremo.

Alzi la mano chi di voi sa cos’è la quaresima? Eppure c’è un’impennata nelle chiese di giovani. Le statistiche anche qui parlano chiaro. Il matrimonio sta tornando di moda. Sarà la paura di un’apocalisse nucleare? Una melassa che copre i radar sonici?

E intanto dicono che stanno bombardando Dubai. Sbagliano: sono schegge. Che bello mi dico, pensa se fosse vero. L’unica città al mondo che corrisponde esattamente al suo rendering. Un miraggio di pixel che finalmente incontra il ferro. Vorrei vedere gli influencer scorreggioni scappare tra le dune, col ring-light staccato. Qual è il colmo per un Crosetto? Rimanere bloccato a Dubai come Ministro della Difesa in un deserto di vetro. Che poi, diciamoci la verità. Il vero palazzo di cristallo è il Parlamento italiano, tutto torna.

Io invece vorrei essere un uomo freddo. Ecco, vorrei essere come Mattarella. Non il Mattarella dei meme, no. Quello algido, vero. Veramente impeccabile. Un blocco di ghiaccio istituzionale che osserva la fine del mondo senza sudare. Perché il mondo è degli uomini freddi, quelli che sanno dove mettere le virgole e i confini, che fanno i periodi lunghi. Io invece sono inconsistente. Sono l’Occidente.

Sono della Generazione X: l’equazione dell’inconsistenza. Forse sono davvero un grande intellettuale di sinistra, di quelli che capiscono tutto ma non toccano niente e sono depressi per moda. Posso essere depresso se volete, se serve al dibattito, se serve a riempire il palinsesto. Ma alla fine, che cazzo ci facciamo ancora qui? Eccolo: il rumore bianco del cazzo. Sto cercando per l’ennesima volta di fare ironia e di liberarmene, sono alla post-post-ironia, questa è nuova verità, la 104 come pistola, sono al Venezuela della mia vita. Della geopolitica sanremese cosa rimarrà mi dico? Accendi la TV e c’è questa parata di zombie che cantano che manco il TruceKlan. Ma quali canzoni? Sono filastrocche scritte con l’AI. In una ho contato sette autori. Cazzo, sette! Come cazzo fai a coordinare sette autori? Rumore bianco della geopolitica sanremese. È un inquinamento acustico che serve a coprire il ronzio dei droni sopra lo stretto di Hormuz. In una sola canzone di merda… quanto fa schifo cantare l’amore nel 2026? Satira della disperazione urbana da seconda generazione. Pezzi orribili. Roba che non starebbe in piedi nemmeno al matrimonio dei Casamonica. E i reppere? I rapper? I maranza? Dove stanno? Dov’è l’urlo pro Iran? E i Cavalli Pazzi? L’imprevisto? La ragazza figa che ha paura della scalinata? Dove cazzo sono le scalinate? Vorrei campionare il ronzio dei droni sopra lo stretto di Hormuz. Campiono scorregge di Tony Pitony e di una tipa che pare Miss Keta, ma più bona. Canzoni insopportabil-pop, (decidete voi se ELETTRO deve essere il suffisso o il prefisso). Che ficata stroncare Sanremo… quanto è banale. E poi c’è lei: la Sala Stampa. Vorrei essere una di quelle viperette un po’ gay col badge. Il tribunale dell’Aia contro Sal da Vinci.