L’amplesso diventa intrattenimento accessibile, mentre l’amore è qualcosa di superfluo, un fenomeno lento, complesso considerato alla stregua di un investimento, per cui da bravi trader scegliamo di diversificare.

La coppia malthusiana e la sua funzionalità riproduttiva non sono considerate ormai esigenze dall’economia né tantomeno dalla politica. Ridotta la società all’individuo, resta da scardinare la vecchia idea di amore funzionale, non perché questo provochi contraddizioni nell’essenza stessa degli esseri umani ma perché oggi discorda con le nuove necessità.

La poligamia incarna i valori della fluidità, si ribella alla norma, prima religiosa e poi giuridica, il cui scopo è il controllo delle nascite, del proprio status, della continuazione della mano d’opera.

Nella coppia eteronormativa la fedeltà tra i due partner diventa un meccanismo sociale che esclude il caos in maniera proattiva ai vincoli di cui sopra. La stessa fedeltà se elusa è poi punita dalla legge e dalla morale, anche se in maniera diseguale. Storicamente la dimensione sessuale porta con sé un valore gerarchico, l’attivo dominatore e il passivo dominato, che il capitalismo riorganizza nel concetto di proprietà. Di conseguenza la donna è designata al suo ruolo di cura, indegna di avere una vita sessuale, portatrice di valori imposti e obbligata alle sue funzioni; il figlio un’estensione del padre il cui unico compito è quello di renderlo orgoglioso inseguendo e guadagnando il successo.

Il duo così descritto è funzionale economicamente poiché se l’obiettivo è costruire una famiglia fertile, rispettosa della norma, sull’uomo pater familias grava la responsabilità di trovare un lavoro, qualsiasi esso sia, capace di permettere, almeno in parte, la sopravvivenza della prole.

Ma poi gli uomini chiedono più sicurezza, le donne l’emancipazione, salari più alti, più eguali, ci si organizza e ci si unisce, in favore dell’individuo, della famiglia, della classe operaia. Così, da queste resistenze, nascono nuove necessità.

La figura professionale che oggi viene richiesta è un soggetto capace di subordinare gli affetti alla propria vita lavorativa, che non pretende stabilità, voglioso di fare la gavetta, sempre disponibile alla produttività, attivo e reperibile 24 ore su 24, spinto dall’illusione di un’imminente prospettiva lavorativa migliore e per questo costretto alla desiderabilità.

La dimensione sessuale tende a conquistare il primato storico della dimensione affettiva.

In questo contesto le applicazioni di dating si fanno garanti di fornire un nuovo sistema di alleanza di cui l’essere umano ha bisogno. L’amplesso diventa intrattenimento accessibile, mentre l’amore è qualcosa di superfluo, un fenomeno lento, complesso considerato alla stregua di un investimento, per cui da bravi trader scegliamo di diversificare. La stessa faccia di questa medaglia consiste nell’aver elaborato una nuova pastorale per diventare le versioni migliori di noi stessi attraverso ritocchi estetici, venerando la dieta e osservando compulsivamente grafici. Tutto questo non per amor proprio ma come manutenzione del capitale, per amore della competizione. Individui immersi in un flusso di ricerca perenne, una scelta necessaria per la sopravvivenza del meccanismo stesso di questa dinamica. Dinamica riciclata dal consumismo, dalla cultura del nuovo la cui funzione è formare un sistema valoriale intorno alla competizione, all’estetica e al profitto.

Il paradigma neoliberista ha abbandonato da tempo una prospettiva collettiva e stabile del lavoro, e per le nuove funzioni lavoratrici non importa in che genere ti voglia identificare, se vuoi avere figli, se ti vuoi sposare. L’importante è inglobare nella propria logica di mercato tutte quelle azioni che possano compromettere o rallentare il sistema.

La nuova concezione di relazione fluida promette la libertà di amare più partner, ma nessuna libertà è orfana di condizioni che la generano. Il rischio se non ne si è consapevoli è quello di perpetuare nuovamente le logiche di mercato, riducendo i partner a funzioni, rendendo superficiali e non vincolanti i rapporti, rincorrendo una perfezione che non esiste ed edulcorando questi processi in chiave pop parlando di ribellione e di emancipazione.