La penna di Dino Risi funge, in queste brevi composizioni, da macchina da presa, capace di cogliere da una prospettiva insolita la vita quotidiana del carosello umano che popola l’italietta piccolo-borghese dalle edonistiche velleità: parenti serpenti, comunisti col villone, cassiere e pornostar, assassini seriali e comici da strapazzo, inciviltà capitoline e domeniche al mare. Non mancano versi più introspettivi, che toccano vette poetiche dolceamare, una certa nostalgia per la giovinezza perduta, uno sguardo all’album degli immancabili rimpianti e delle promesse non mantenute di chi non ha potuto fare a meno di vivere a pieno la vita.
*
L’immaginazione al potere
gridavano gli studenti
e prendevano i supplenti
a calci nel sedere
*
Andavo pensavo
la faccio finita
due occhi un sorriso
è bella la vita
*
Che bella invenzione
la televisione
ha abolito la conversazione
tra moglie e marito
che bella invenzione
il telecomando
puoi far tacere
chi ti sta annoiando
che bella invenzione
il televisore
che ti risparmia
di fare l’amore
*
Domenica su una sdraia
ho fatto
le prove generali
della vecchiaia
*
Aveva la villa
lo yacht
l’aeroplano
era iscritto al Partito
Comunista Italiano
*
Il guaio di essere
abbastanza intelligente
da capire
che non vali niente
*
Si voltava per strada
guardando le donne
morì tamponando
per due minigonne
*
A furia
di proclamarsi
sincero
lo divenne
per davvero
*
La donna più bella del mondo
conobbe un cieco
e lo volle sposare
per non vedersi invecchiare
*
Ciao come stai?
Che piacere vederti
ti trovo bene.
E tu ma che fai
non invecchi mai?
Quanti anni son passati?
Cinque? Dieci?
Suppergiù.
Sei sposato?
Separato. E tu?
Convivevo. Adesso più.
Ti sei lasciato?
No ho sposato.
Hai saputo di Renato?
No che ha fatto?
S’è sparato?
Non mi dire. Poveretto.
E di Gianni? L’avrai letto.
Indagato. S’è impiccato.
Non sapevo stavo fuori.
Quando torni son dolori.
Anche Franco ci ha lasciato.
E sua moglie poverella
ti ricordi di Fiorella?
Sì lo so ma come andò?
Un tumore alla mammella.
Vivi solo?
Ho una compagna
abitiamo in campagna.
Senti una sera
vieni da noi.
Alla buona
porta chi vuoi.
Va bene ti chiamo.
son sulla guida.
A presto Roberto.
Mi chiamo Alberto.
Scusa ma certo.
Io Gaetano.
Sì ma il cognome.
Perché non lo sai?
Sì che lo so
stai sulla guida
ti troverò.
*
Che bello
amarsi
quando
non ci si ama più