Alle ultime regionali ha votato meno della metà degli aventi diritto. Un governo nato da una maggioranza relativa di astenuti è tautologicamente privo di una legittimazione numerica.

Alle ultime regionali ha votato meno della metà degli aventi diritto.

Un governo nato da una maggioranza relativa di astenuti è tautologicamente privo di una legittimazione numerica. Può solo rappresentarsi in una messinscena simbolica, tramite l’intollerabile arroganza del suo privilegio.

Il problema dell’astensione è che non forma un partito. Bisogna tuttavia inquadrare come politico l’esito di consultazioni dove vince chi ha vinto, ma la preferenza che fa saltare il banco è la verginità della tessera elettorale.

Di fronte alla curva ascendente degli astenuti, il solo voto valido è quello militarizzato. Da Giolitti al consigliere comunale di Vattelapesca, l’investitura del potere arriva dall’impegno delle “baionette”, come diceva Gaetano Salvemini.

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