Non sono né senza senso né un metallaro convertito... siamo molto lontani dalla realtà... sono un rapper al 100 per cento... credo nella cultura hip hop... risultare originali è una cosa tremendamente rap, ogni rapper è influenzato da cose diverse... sono più che soddisfatto della mia immagine.

È un momento eccezionale per il rap romano, anche, come sempre, per il TruceKlan, il collettivo rap più leggendario, a mio avviso, della storia della musica italiana, con un enorme pubblico che attende trepidante di riavere quell’atmosfera da strada, da pischelletti cattivi romani, un po’ tossici, un po’ persi, alla Zoo di Berlino, o con quell’estetica da Armata delle Tenebre per le strade della capitale.

Uno dei rapper che più ha influenzato ed ispirato questa scena è il Truceboy più controverso, ovvero Metal Carter – per gli ammiratori il Sergente di Metallo – che recentemente ha pubblicato una biografia molto densa con Nero Editions, Cult Leader (Metal Carter e Riccardo Papacci, 2025).

Metal Carter, è forse il rapper romano più maledetto e romantico, e anche quello meno capito: estremo e controverso come autore, noto per testi violenti e horrorcore, black humor. La vera caratteristica del suo modo di scrivere è che non si è mai capito se ci fosse o ci facesse, dove arriva lo sfottò, dove inizia la satira nichilista.

Fatto sta che Metal Carter ha una nicchia di fan che lo venera, oltre ad alcuni scrittori, essendo uno scrittore pure lui, che scrive però in maniera automatica e compulsiva.

Penso di aver tratto molta ispirazione da alcuni suoi testi e, quando ho visto per la prima volta il video di Pagliaccio di Ghiaccio (Metal Carter, 2005), ho avuto un sussulto. Girato amatorialmente, con immagini grottesche e nonsense, uno dei primi video virali di YouTube Italia, lì ho capito il suo rap, la sua estetica sporca e camp, e tutto quel mondo di horror e B-movie a cui fa riferimento.

Quel pezzo, quel video, quell’entrata folle e potente, la base ossessiva e l’attacco della barra, «Stupro mia nonna dentro un bosco, le metto nella vagina un poster di Vasco», tra le barre più potenti e violente della storia del rap italiano, sicuramente tra le più memorabili; per molti, purtroppo, l’unica frase che rimane di un’intera carriera.

Da qui parto, a disturbare un po’ il suo autore:

Voglio sapere la genesi di Pagliaccio di Ghiaccio, tutto quello che ti passava per la testa il giorno che l’hai scritta: la base, il video fantastico. Vai, Sergente, ci dica tutto, si apra!

Base di Santo Trafficante, video girato da Cole…

Non ricordo assolutamente come e perché ho scritto quel pezzo, ricordo solo di averlo scritto di getto («tutti mi spaccano il cazzo con Pagliaccio di Ghiaccio, maledetti voi e quel pezzo che ho fatto», cit. Società Segreta, album 2011).

Perché questo personaggio?

Quale personaggio???!!!??

Ti viene naturale essere Metal Carter?

Assolutamente sì… anche troppo.

E il Sergente di Metallo?

Il Sergente di Metallo è un’AKA che mi è stato dato da altri… credo che descriva bene la parte più quadrata di me.

Quando viene fuori?

Venne fuori durante i miei primi album solisti…

Sei un ossessivo della scrittura?

Ho sempre scritto tanto, ma più o meno dal 2019 la mole di rime e testi scritti è aumentata in modo esagerato e inaspettato.

Butti tutto giù all’antica su un foglio di carta o scrivi ovunque?

Principalmente scrivo con foglio e penna, ma non disdegno anche altri metodi di scrittura e modi per appuntarmi rime e concetti.

Ti interessa risultare strano e senza senso, o ti interessa sembrare un metallaro convertito al rap, o non ti interessa nulla della tua immagine?

Strana questa domanda!

Non sono né senza senso né un metallaro convertito… siamo molto lontani dalla realtà… sono un rapper al 100 per cento… credo nella cultura hip hop… risultare originali è una cosa tremendamente rap, ogni rapper è influenzato da cose diverse… sono più che soddisfatto della mia immagine… la mia immagine è ormai chiara e coerente a tutti i miei fan… è molto importante avere un immaginario proprio e riconoscibile…

Ti interessa il successo commerciale, o va bene così, venerato nell’underground, ma quasi inesistente in radio o TV?

Ormai i termini underground e mainstream nell’ambiente rap sono piuttosto sorpassati secondo me perché alcuni rapper underground risultano più mainstream di chi viene considerato mainstream…

Mi interessa principalmente fare il rap che mi piace e mi preme fare e che mi rappresenta… se la mia fanbase aumenta è ok, altrimenti va benissimo così… non mi sento particolarmente adatto per la TV e la radio.

TruceKlan è militanza?

Era sicuramente militanza.

Anche se non esistete più di fatto, è sempre quell’imprinting, no?

Certamente sì.

La morte per te è come una Venere da ammirare e dipingere, in mille sfumature di voce, basi e contesto?

Sono attratto dalla morte da ogni prospettiva… è una fissa/fascino che ho da quando sono bambino…

Ogni base e contesto potrebbe andare bene, secondo me…

Mi piace chi si ispira a concetti astratti come la morte: per te ha una valenza questa cosa?

Certo! La morte può essere vista come rinascita, può essere vista in mille modi diversi e interessanti… La morte può essere un concetto astratto ma anche terribilmente realistico…

Cos’è per te il rap italiano?

È un movimento estremamente importante che ha adattato all’Italia quello che era nato in America negli anni 70.

Cos’è un atteggiamento veramente rap oggi?

Ogni cosa può essere rap e può risultare rap, ogni atteggiamento potrebbe diventare rap… ognuno trova la sua formula… l’importante è essere credibili e fare rap che spacca.

Sapresti indicarmelo?

Esattamente no…

Quanto ha senso, oltre i 40 anni, rappare? È una cosa provinciale farsi queste domande, o questo genere è ancora giovanilistico?

Sicuramente il rap è musica giovanile, ma finché a uno gli va di fare rap perché si sente preso da questa cosa può farlo… non ci sono limiti di età…

Il tuo stile di scrittura ha, secondo me, contribuito a creare un certo sloganismo da maglietta, che ormai è un boom ovunque: pure la pizzeria ha il merchandising. Pensi sia un bene?

Assolutamente sì… sono felice che ormai dopo tanto tempo la gente riconosca il mio stile e la mia originalità, anche perché ormai dopo tanti anni di rap, tanti dischi e tanti concerti mi sembra piuttosto evidente e innegabile…

In ultima, fammi tu una domanda. Puntami un po’ la pistola addosso: risponderò quando tutto questo verrà pubblicato.

Hai ascoltato il mio ultimo album rilasciato nel 2022 Musica per Vincenti?

Certamente si, sono un fan, ho ascoltato tutti i tuoi album, e più che le rime e lo sloganismo da maglietta, che ormai tutti ti copiano inconsciamente, mi è piaciuta molto la produzione, il flow e l’atmosfera epic-punk che riesci a creare col rap, anche la collaborazione con il gruppo Deth-metal dei Fulci del 2020 mi è piaciuta molto, basata appunto su quelle atmosfere nere li, dovresti farci un intero album cosi, spaccheresti.