Insomma la situazione è questa, catabasi verso l’inferno fuggendo dal tutto materialistico e dal nulla necessario verso il niente è superfluo e tutto è lotta (lotta vera, per la sopravvivenza, mica la lotta ideologica basata sul benessere), poche risate, tanti sorrisi malinconici e sguardi inariditi, il tempo scandito dagli elementi più essenziali: l’implacabilità del sole, il freddo delle notti, la pioggia mortifera (la pioggia è solo pioggia dove non cresce niente) e il battito dei monoliti di casse. Bum Bum Bum si scende verso il cuore di tenebra, Bum Bum Bum il grammofono di Fitzcarraldo suona l’Aida, Bum Bum Bum si risale il Mekong strafatti di LSD e Kurtz nel palazzo tirato su con la volontà febbrile delle proprie cogitazioni si sega il suo cazzone da pappone.