Incomunicabilità
Se bruciassi la città
“…i tuoi pezzettini minuscoli di carne e odori si unissero ai loro ricettori, vorresti riempirli tutti del tuo corpo, fino alle ossa, in fondo tutta la tua stanza ha l’odore delle tue ossa, pensi, mentre te ne stai chiuso dentro il tuo scheletro che dà sulla strada, con lo sguardo abbassato, nel tuo odore, butti un occhio al tuo telefono, e a casa tutti bene, a 6000 kilometri dalla tua Roma, videochiamata su Viber, coi contorni tutti violetti, a casa ti parlano senza l’odore delle tue ossa, e li senti che dietro lo schermo loro sentono la terra e l’asfalto bagnato dalla pioggia, guardi i pixel di tua madre che sorride dolce e preoccupata e ti sembra di ricordarti l’odore delle sue labbra…”